comunicato stampa Stampa
Scritto da Administrator   

Inserito il 08 giugno 2007 alle 10:15:00 da gianluca. IT - News MOVIMENTO PROVINCIA PORDENONE-PORTOGRUARO (“dai monti al mare”)

 

 

 

Un anno fa, dai quattro referenda svoltivi nei comuni di Pramaggiore, Cinto Caomaggiore, Gruaro e Teglio Veneto, veniva confermata -a stragrande maggioranza dei residenti in loco- la volontà di far parte della provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, nonostante l’opposizione di certi sindaci e politici locali che hanno lavorato contro questo volere della propria gente. Essi, neppure dopo l’evidente risultato, si sono degnati di prenderne atto se non per sottolineare che avevamo perso, semplicemente per il fatto che non si era raggiunto il quorum previsto da una legge che è incostituzionale dal momento che fa vincere chi perde. Infatti diventa negativa, nel conteggio, la posizione di tutti coloro che volevano votare di SÌ ma non hanno potuto recarsi alle urne perchè impossibilitati (malati, morti nell’ultimo periodo, ecc.) o lontani da casa (per lavoro, salute, scuola, turismo, ecc., nonché tutti i residenti all’estero che erano tenuti a rientrare per votare). Il fatto che, invece, in tutte le altre tornate referendarie in giro per l’Italia (meno una) si sia raggiunto il quorum ci ha fatto riflettere molto, dato che questa rivoluzione dal basso per la modifica dei confini regionali è partita da qui, iniziando dai comitati spontanei di San Michele al Tagliamento di trent’anni fa per allargarsi a tutto il Portogruarese poi, con quindici anni inensi di attività locale ed anche nazionale per modificare la legislazione vigente e quant’altro. Siamo venuti nella considerazione che nelle altri parti d’Italia è successo quello che era acadutoi qui da noi nel 1991, all’epoca dei nostri referendum autogestiti, allorquando le forze politiche, incredule e magari pur poco convinte, sono state a guardare anche se si dichiaravano contrarie. Il risultato allora fu altissimo, come oggi, ma, volendolo giudicare come richiede la legge, raggiunse il quorum per pochi punti percentuali in più rispetto ad ora, pertanto il lavoro contrario effettuato dalle forze politiche e parapolitiche (come i sindacati, e certe categorie economiche finanziate e strettamente legate alla politica) ha fortemente penalizzato il risultato referendario nonostante il minimo assenso da essi avuto. Sono questi politici che rovinano il territorio e gli impediscono di crescere, penalizzando le proprie popolazioni; solo perché sono più attenti alle loro privatre convenienze piuttosto che a quelle della gente che amministrano. Volendo fare il punto della situazione nei cinque comuni del nostro mandamento dove si è già svolto il referendum, diremo che: mentre a CINTO CAOMAGGIORE, dove è stato raggiunto il quorum (anche nel 1991 è risultato il comune dove s’era ottenuta la più alta maggioranza favorevole, sicchè i pochi punti in meno del 2006 non hanno impedito il raggiungimento del quorum), si va avanti -seppur lentamente- seguendo la procedura legale prevista: disegno di legge governativo presentato al Parlamento, parere favorevole (l’unico per il momento in tutt’Italia) della regione acquisente (il Friuli-V.G.), con la regione Veneto che non vuole pronunciarsi (pertanto deciderà il Parlamento), alle altre amministrazioni comunali avevamo chiesto di: - effettuare un apposito consiglio comunale aperto per discutere il voto; - prendere atto che la maggioranza assoluta dei residenti in loco aveva votato SÌ; - farsi carico di tale voto affermativo e sostenerlo nelle dovute sedi politiche regionali e nazionali per farlo ritenere valido - conseguentemente, di ritirare la delibera a favore della ipotetica provincia del Veneto orientale. Ebbene, a TEGLIO VENETO, il comune dove si parla più friulano degli altri tre, il sindaco (che si era pubblicamente schierato per il NO ed aveva fatto campagna contro, riuscendo per quei pochi punti a non far raggiungere il quorum) stà continuando a mettere i bastoni fra le ruote al comitato locale pro Friuli negando l’evidenza, prima, col non volèr ritirare la delibera a favore del Veneto orientale ed oggi (dopo essere stato costretto a ritirarla comunque, per evitare il referendum contro di essa già richiesto dallo stesso comitato) stà sostenendo la possibilità di passare con la provincia di Treviso invece che col Friuli; cose vergognose per il massimo rappresentante della cittadinanza e noi abbiamo il dovere di informare la popolazione per far capire il danno fatto; a PRAMAGGIORE, dopo un lungo periodo di incomprensioni con l’amministrazione comunale che ha il torto di non avèr agevolato il referendum e di avèr difeso più la regione Veneto che tenuto in considerazione la realtà oggettiva del territorio che amministra, dobbiamo dare atto di avèr dato seguito a varie delle richieste del comitato locale, prendendo atto, in un consiglio comunale aperto, del voto dei propri cittadini e facendosene carico per il futuro, dichiarando conseguentemente la loro non volontà dell’ipotizzata provincia per il Veneto Orientale. Il sindaco stesso, ricandidatosi per il rinnovo del consiglio comunale per la prossima domenica, ha voluto un accordo col comitato inserendo nel proprio programma quanto richiesto da esso e nella sua lista un rappresentante dello stesso (il giovane ing. Marco Bertuzzo). Non si può che accogliere con soddisfazione questo rapporto sindaco-comitato pro Friuli locale che si fa carico della volontà popolare, contrariamente a quello che succede a Teglio e a Gruaro. a GRUARO, infatti, l'amm.ne com.le ci stà facendo perdere tempo: non ha indetto l’apposito consiglio comunale aperto per dibattere il voto, non ha preso atto del voto favorevole dei propri cittadini, non ha ritirato la delibera favorevole all’istituzione della eventuale provinciua del Veneto Orientale nonostante il Governo abbia pubblicamente detto che non la farà, nonostante la trasmissione “reporter” abbia platealmente smentito l’utilità di queste ulteriori province (evidenziando, peraltro, la contrarietà della gente). Si ha la netta sensazione che il sindaco ed i suoi accoliti siano talmente legati agli apparati politici veneziani, che vogliano insabbiare il tutto, non parlarne assolutamente, non disturbare chi comanda, probabilmente perchè a loro conviene così. A questo punto bisognerà andare per le case a spiegare alla gente il danno che fanno alla comunità queste persone con la loro politica. Ma poi bisogna ripensare a S.MICHELE AL TAGLIAMENTO, dove il prossimo anno ci sarà il rinnovo del consiglio comunale e bisognerà riportare a galla l’argomento del cambio di regione colpevolmente dimenticato dopo il referendum del 2005. Dobbiamo dire agli amici sanmichelini del comitato locale che è ora di scuotersi dalla delusione del mancato raggiungimento del quorum; che la maggioranza c'è e va difesa e rappresentata perchè ... c'è ancora tanto bisogno di S.Michele .......; Anche PORTOGRUARO, per’altro, è assente: fa ‘la bella addormentata nel bosco’, o meglio, nelle paludi della bassa, dove la politica è stagnante, brava solo in chiacchiere e incapace di fare le cose serie che vuole la gente. Il sindaco Bertoncello non ha dimostrato di avere il carattere deciso che faceva vedere all'inizio; sta a guardare e basta e non fa che ripetere che non possiamo dividerci, senza avere il coraggio di dire che la gente ha già dimostrato più volte che vuole il Friuli. Questa è l'unità che aspettiamo finalmente.

 
Copyright © 2012 Movimento per la Provincia di Pordenone Portogruaro