A Roma "salvato" l'iter per il distacco di Lamon Stampa
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Inserito il 29 ottobre 2008 alle 15:50:00 da gianluca. IT - News

 

 

 

La commissione Affari Costituzionali ha dato il proprio via libera al ripristino dell'iter percorso nella scorsa legislatura dal "caso Lamon"... dal Gazzettino Mercoledi',29 Ottobre 2008,Edizione Nazionale Belluno La commissione Affari Costituzionali ha dato il proprio via libera al ripristino dell'iter percorso nella scorsa legislatura dal "caso Lamon", derivante dal referendum per il passaggio del comune bellunese alla provincia di Trento. E quindi sono stati "recuperati" i vari passaggi compiuti tra consigli regionali di Veneto e Trentino e consigli provinciali di Trento e Bolzano per l'ottenimento del loro parere che, come stabiliscono le specifiche norme, è obbligatorio ma non vincolante. Di ieri mattina quindi, a Roma, il voto dell'organismo che ha dato l'ok che condurrà l'istanza dritta all'attenzione della Camera. «La proposta di legge - spiega l'onorevole Luciano Dussin - è ora pronta per essere presa in esame dai capigruppo e dal presidente Gianfranco Fini che la porranno poi in calendario nei lavori della Camera nelle prossime settimane. Il disegno di legge costituzionale dovrà essere approvato da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali dovranno intercorrere almeno tre mesi». Grande soddisfazione del leader secessionista Renzo Poletti che si dichiara «contentissimo: è questa una grande giornata per il movimento referendario e per Lamon in particolare che oggi, almeno in parte, riscatta un po' le tante delusioni subite. Con questo provvedimento non si andrà a perdere l'intenso lavoro svolto nei tre anni successivi il referendum e "conclusosi" brutalmente con la caduta del governo Prodi». Nel frattempo fervono i preparativi per l'elezione del nuovo presidente della Provincia di Trento. Ad andare alle urne, domenica 9 novembre, proprio come i vicini "autonomi", saranno anche gli abitanti dei comuni bellunesi Lamon e Sovramonte e di quelli vicentini dell'altopiano di Asiago. Il voto, ovviamente, non avrà valore pratico per la consultazione trentina, ma ha valore politico per i comuni secessionisti. Sulla scheda, fedelmente riprodotta, compariranno nell'ordine i nomi di Sergio Divina (centrodestra), Nerio Giovanazzi (liste civiche), Lorenzo Dellai (centrosinistra), Gianfranco Valduga (Comunisti Italiani), Remo Andreolli (Democratici per il Trentino) e Agostino Catalano (La Sinistra). Si potrà votare dalle 8 alle 18 presentando un documento che attesti la residenza oppure, più semplicemente, per conoscenza personale. Sono previsti seggi fissi, dotati di cabina elettorale e urna sigillata, e altri "volanti". Quest'ultimi, allestiti in auto o furgoncini, raggiungeranno gli abitanti nelle frazioni più lontane dai dai centri.

 
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