Autonomia Speciale Stampa
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Inserito il 31 marzo 2006 alle 00:10:48 da gianluca. Piccolo: «Contrattare una particolare autonomia» Venezia (g.t.) «Dalla recente consultazione emerge chiaramente la necessità di cogliere in profondità le reali motivazioni che spingono talune popolazioni verso le Regioni a Statuto speciale: non farlo sarebbe una miopia politica e istituzionale che potrebbe costare molto cara». Parte da questa constatazione l'analisi del presidente della commissione Statuto del consiglio regionale del Veneto, Francesco Piccolo, per arrivare a proporre una nuova formula politico amministrativa per l'ordinamento statutario della Regione. «Ci risiamo - afferma il consigliere regionale dell'Udc - le prese di posizione di alcuni Comuni veneti, confinanti con le Regioni a Statuto speciale, hanno aperto una ferita che, se non rimarginata attraverso il dibattito e il confronto politico, rischia di portare a una vera e propria emoraggia. La Regione Veneto non può sottrarsi al confronto con una cittadinanza che, al di là dei quorum referendari, ha manifestato palesemente il disagio per una mancata maggior autonomia». «In particolare il Veneto orientale - ricorda Piccolo - da tempo reclamava una maggior attenzione e sensibilità da parte della Regione: negli ultimi tempi la stessa legge regionale 16/93 ha tentato di dare una risposta parziale, risultata per lo più insufficiente, alle richieste dei territori confinanti». «Non sembrano sufficienti i percorsi già avviati da una strategia fatta solo da opere pubbliche e finanziamenti non mirati che non incidono sulle esigenze vere delle problematiche culturali, storiche e sociali delle aree di confine della nostra Regione - afferma ancora il presidente della comissione Statuto - Ricordo che la diocesi di Concordia-Pordenone, una delle prime diocesi costituite dal Patriarcato di Aquileia intorno al 579, ben 1400 anni fa e prima di quella di Venezia, testimonia quanto siano profonde le radici culturali e liguistiche di queste comunità». «Altrettanto di difficile percorribilità mi paiono - continua Piccolo - le ipotesi di autonomia speciale a favore del Veneto, da più parti invocate, perché aprirebbe la strada alla richiesta di tutte le altre Regioni ordinarie, vanificando il contenuto della specificità». «La Regione - conclude Piccolo - deve dare risposte certe, a esempio attraverso l'elaborazione del nuovo Statuto, possono esssere previsti nuovi strumenti legislativi e normativi che valorizzino gli aspetti socio culturali dei territori e prevedano la collaborazione con le Regioni di confine. Per poter fare questo è necessaria una grande partecipazioene di tutte le forze politiche, ai vari livelli, e di tutti gli attori sociali ed economici del territorio. A mio avviso esiste prioritariamente la necessità di sviluppare una forte proposta politico-legislativa , nella quale la Regione Veneto contratti a livello nazionale "una particolare autonomia" dovuta al fatto di essere Regione ordinaria, confinante con due Regioni a Statuto speciale».

 
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