Gli otto Comuni hanno deciso Si fa il referendum pro Trento Stampa
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Altopiano di Asiago - Tutti gli otto Comuni dell’Altopiano hanno deliberato a favore del referendum costituzionale per aggregare tutto il territorio alla provincia autonoma di Trento. Mancavano all’appello solamente due Comuni, Foza e Roana, che hanno affrontato la delibera alcune sere fa. In entrambi i casi la scelta di indire la consultazione popolare è stata appoggiata da un voto trasversale dei consiglieri di maggioranza e di opposizione. Ora che tutte le amministrazioni hanno votato, l’iter prevede che le delibere siano raccolte e presentate alla Corte di Cassazione che esprimerà il proprio giudizio sulla regolarità della richiesta. La richiesta verrà girata alla Presidenza della Repubblica che, tempo due mesi, farà pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale la proposta di referendum. Il ministero degli interni deciderà una data per lo svolgimento della consultazione. Franco Sella del Comitato pro Trento commenta: «Ancora una volta l’Altopiano, dopo 600 anni, dimostra di essere tutt’ora unito per le grandi scelte che andranno a determinare il futuro del territorio e della popolazione. Come l’Altopiano ha fatto con gli Scaligeri, con i Visconti e con la Repubblica di Venezia, lo sta facendo ora con l’espressione popolare per veder riconosciuta l’autonomia. Spostare un confine o farne a meno non cambia ciò che siamo, la cosa che cambia è come viviamo». «Sicuramente se in passato la Regione e la Provincia avessero avuto un occhio più attento sulle varie problematiche dell’Altopiano - conclude Sella - ora non ci troveremmo in questa situazione. Noi siamo un popolo di montagna, con problemi legati alla montagna e Trento è una provincia prevalentemente in montagna». Il Comitato pro Trento si è riunito in assemblea per fare il punto della situazione. Oltre a progettare le prossime iniziative che il Comitato dovrà intraprendere per sensibilizzare la popolazione sulla questione, sono state riaffermate le varie problematiche che hanno portato a questa risoluzione. Non c’è solo la disparità di trattamento fra Trentini e Veneti, ma soprattutto - sostengono i rappresentanti del Comitato - una politica regionale miope nei confronti della montagna vicentina. Già la disuguaglianza con Trento pesa sulla popolazione, ora si è aggiunta una politica regionale fortemente sbilanciata verso il Bellunese, aggravata dal parere favorevole del Veneto a concedere l’autonomia amministrativa alla provincia di Belluno. Gli interventi di Rudy Oro per Foza, Luciano Gios e Franco Sella per Asiago e dallo stesso presidente del Comitato, Francesco Rodeghiero, hanno sottolineato che la situazione sull’Altopiano è decisamente “grave”. Un’agricoltura altopianese fatta d’aziende medio piccole, messa in ginocchio da politiche favorevoli ai grossi allevamenti, una scarsità d’autonomia nella gestione del proprio territorio ed un inesorabile impoverimento delle risorse umane con la trasmigrazione dei giovani verso la pianura per lavoro, sono condizioni che rischiano di far morire l’Altopiano tra qualche generazione. Anche il ridimensionamento dell’ospedale civile di Asiago e la chiusura dell’Istituto di Mezzaselva - è ancora l’opinione del Comitato - sono stati attuati «per l’ostinato rifiuto della Regione di riconoscere all’Altopiano una sanità di montagna». Tutte frecce all’arco a favore del passaggio a Trento secondo il Comitato, che ora attende le contromosse del fronte pro Veneto per confrontarsi su questi ed altri temi.

 
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