Caso Carema Stampa
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dall'espresso local: Anche Carema è prossima al referendum consultivo. Il via libera è arrivato lo scorso giovedì dalla Corte di Cassazione al sindaco Giovanni Aldighieri, promotore della richiesta che il 30 giugno scorso ha raccolto il consenso unanime del parlamentino caremese. Manca solo il decreto del Presidente della Repubblica per l’indizione del referendum che spalancherà a Carema le porte della Valle d’Aosta. Per il sindaco Giovanni Aldighieri, il passaggio di Carema dal Piemonte alla Valle d’Aosta costituisce un’importante opportunità di crescita per il paese, da troppo tempo trascurato dalle istituzioni piemontesi. La scelta di entrare in Valle con una consultazione popolare era prevista da tempo, solo che il cammino è sempre stato costellato di ostacoli. Aldighieri ha dovuto superare le resistenze di alcuni amministratori della Comunità montana. E proprio per il “caso Carema” - oltre a quello della Novelis - si era spaccata la giunta della Comunità montana, di cui Aldighieri era vice presidente. A quanto pare, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittima la sua richiesta, dove erano indicati sette motivi per staccarsi dal Piemonte e unirsi alla Vallée. Innanzitutto per il legame storico dei territori caremese e valdostano. Carema, fino alla seconda guerra mondiale e al successivo riordino costituzionale, era parte integrante della provincia di Aosta. Nel 1929 vennero sottratte a Carema alcune frazioni e aggregate d’imperio a Pont Saint Martin. Ma alcune zone di Pont Saint Martin, come Prati Nuovi e Cappella Ferrata, continuano ancor oggi a far parte della parrocchia di Carema. Con lo stesso Comune valdostano, Carema condivide l’appartenenza al consorzio irriguo roggia del Lys sponda sinistra. Inoltre, caremesi e valdostani presentano caratteri di omogeneità socio-culturali che vanno dal linguaggio (patois e francoprovenzale) ai costumi, alla gastronomia e alle attività lavorative. «L’ingresso nella regione autonoma - dice Aldighieri - potrebbe costituire per Carema la base di uno sviluppo socio-economico fiorente».

 
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