Le variazioni territoriali nello stato composto Stampa
Scritto da prof. Sergio Gerotto   

Le variazioni territoriali nello stato composto Università di Padova Sede di Rovigo Aprile 2006 Il fenomeno delle variazioni territoriali degli enti facenti parte degli ordinamenti composti è da lungo tempo noto agli studiosi di diritto comparato. Negli studi di diritto interno il fenomeno è invece poco presente, come dimostra il fatto che all articolo 132 della Costituzione è stata dedicata una sola opera di carattere monografico. Le ragioni di tale differenza sono facilmente intuibili. I comparatisti sono da sempre attenti allo studio di ordinamenti in cui il fenomeno in questione è, per così dire, fisiologico. Gli Stati Uniti si sono formati attraverso un costante accesso di nuovi membri alla federazione, e dunque attraverso una costante variazione del territorio statale; il Canada ha dovuto recentemente affrontare il problema del riconoscimento di un certo status ai territori abitati dai cosiddetti prime nations; in Svizzera si è assistito nel 1978 alla creazione di un nuovo Cantone per scissione di parte della regione francofona del cantone di Berna. Nel nostro ordinamento il fenomeno non è invece fisiologico. I procedimenti previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione sono rimasti inattuali per lungo tempo, e per procedere all unica variazione territoriale di rilievo dopo l entrata in vigore della Costituzione repubblicana, la creazione della regione Molise per scissione della regione Abruzzi e Molise, si è agito in deroga al disposto dell articolo 132. La situazione appena descritta sta però cambiando. Se infatti finora si è prestata scarsa attenzione alle variazioni dei territori regionali, la recente richiesta del comune veneto di Lamon di essere staccato dalla regione Veneto per andar a far parte della regione Trentino-Alto Adige ha riacceso i riflettori sugli istituti previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione. La richiesta di tale comune (e sembra ne seguiranno altre, tra cui quelle dei comuni, anch essi bellunesi, di Sovramonte e Sappada), la cui vicenda non è ancora conclusa, trova fondamento nel diverso trattamento economico che lo Stato riserva alle regioni ad autonomia speciale rispetto a quelle ad autonomia ordinaria. Passare sotto la tutela della regione Trentino-Alto Adige significherebbe, nelle intenzioni dei richiedenti di Lamon, trovarsi in una situazione economica più favorevole ed atta a promuovere le potenzialità di sviluppo del comune. La vicenda del comune di Lamon mette in luce le due anime dei procedimenti previsti per rimodellare i territori degli enti territoriali: da una parte esiste infatti un principio democratico secondo il quale non può essere impedito ad una collettività di avere voce in capitolo sulla scelta dell ente del quale vuol far parte; dall altra esistono inevitabilmente degli aspetti economici legati agli assetti territoriali all interno di un ordinamento composto. Quanto al primo aspetto va senz altro rilevato che la presenza, in un ordinamento composto, di un procedimento legislativo di livello statale, espressamente concepito per disporre le variazioni territoriali degli enti territoriali (stati membri, cantoni, regioni o in qualunque altro modo si vogliano chiamare), inserisce un elemento di garanzia nei confronti delle collettività locali, le quali hanno la possibilità di autodeterminarsi nel rispetto però del principio di unità dell ordinamento statale. Questo garantismo non è però una costante, esso può infatti assumere forme diverse in relazione al modo in cui viene strutturato il procedimento di variazione territoriale. Per questa ragione è di estremo interesse analizzare le soluzioni adottate da altri ordinamenti, siano essi organizzati secondo il modello federale (Svizzera, Canada, Usa) o secondo quello del decentramento amministrativo (Francia). L aspetto economico non è secondario. Basti pensare all interesse suscitato dall emergere nel recente passato della cosiddetta questione federalista per una ristrutturazione regionale organizzata secondo criteri di ottimalità economica. Si pensi ai vari lavori di lavori di G. Miglio, o alla ricerca svolta dal gruppo di lavoro della Fondazione Giovanni Agnelli, i cui risultati sono raccolti nel testo di M. Pacini Scelta federale e unità nazionale (Quaderni della Fondazione, 1994). Il problema non è sconosciuto in altri ordinamenti. In Germania, per fare solo un esempio, dopo l unificazione si è ampiamente dibattuto sul problema di mettere in grado tutti i länder di esercitare efficacemente le competenze affidate loro dalla Costituzione. Per tale motivo si è discusso di una riorganizzazione territoriale (leggi accorpamento dei piccoli länder) dalla quale si pensava potessero discendere conseguenze positive di vario tipo, soprattutto come freno alla tendenza al trasferimento di competenze dalla periferia al centro, tendenza dovuta, si ritiene, proprio all inefficienza dei länder ad esercitarle (G. Kisker, L equilibrio tra il Bund e i Länder, in Amministrare, 1996-1, p. 39 ss.; D. Schefold, Separazione e collegamento tra l amministrazione del Bund e quella dei Länder, in Amministrare, 1996-1, p. 17 ss.; P. Häberle, Problemi attuali del federalismo tedesco, in Giurisprudenza costituzionale, 1992, p. 3353 ss.). Vero è che sono lontane le ipotesi di un completo riassetto del territorio italiano su nuove basi, ma altrettanto vero è che l utilizzo degli strumenti previsti dalla nostra Costituzione per chiedere, ad esempio, il passaggio di un comune da una Regione all altra, non è privo di conseguenze per gli attori economici che operano sul territorio comunale e regionale. Locandina www.comunichecambianoregione.org/le_variazioni_territoriali_nello_stato_composto.pdf

 
Copyright © 2012 Movimento per la Provincia di Pordenone Portogruaro