I «friulanisti» tornano alla carica Stampa
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Il Movimento dai Monti al Mare rinnova il vertice

di Gian Piero del Gallo

PORTOGRUARO. Il desiderio di migliorare la propria realtà, attraversando il confine, sta contagiando la «gens italica» da nord a sud, da Belluno al Salento, dal «via da Roma» di Frosinone ai 54 comuni di Salerno per una regione autonoma ed altri ancora. (dalla Nuova Venezia)

 

 

Questa voglia di secessione ha fatto rialzare la testa anche al Movimento dai Monti al Mare che non vuol farsi sfuggire l'occasione per sostenere con più determinazione la voglia di Friuli, dei comuni di confine veneti. Infatti il federalismo municipale in fase di approvazione in Parlamento, non andrebbe ad intaccare le regioni a statuto speciale che rimarrebbero tali, quindi questi comuni sarebbero ancora più «poveri», compressi tra una regione speciale ed i comuni balneari favoriti da questo federalismo come le grandi città. I piccoli comuni come Cinto dovranno chiedere aiuto ai propri concittadini per far quadrare il bilancio.

Quindi per dare maggior vigoria alla loro azione i friulanisti hanno effettuato un cambio generazionale ai vertici del Movimento «dai Monti al Mare» eleggendo a presidente Federico Sacilotto, dirigente bancario, suo vice l'architetto Francesco Frattolin, ed a segretario, il laureando in giurisprudenza Gianluca Falcomer. Con tale avvicendamento si è voluto dare nuova linfa al sodalizio deciso a puntare con più determinazione al passaggio in Friuli di quei comuni, come Cinto, che nel referendum del 2006 ha optato per il passaggio con oltre il 92% di voti favorevoli. Il fatto poi che con lo stesso referendum 9 comuni della Valmarecchia siano passati dalle Marche in Emilia Romagna ha fatto sorgere qualche dubbio sul corretto invio della documentazione intercorsa tra Comune e Regione, il cui consiglio avrebbe già dovuto esprimersi sulla vicenda, come ha già fatto a suo tempo quello del Friuli. «Ora si volta pagina, ha detto il nuovo presidente, si riparte». La ripartenza è stata affidata all'assessore regionale Daniele Stival, leghista locale della prima ora quindi strenuo difensore dell'autodeterminazione dei popoli, che si è già fatto carico di portare la questione prima in Giunta Regionale e poi in Consiglio.

 
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