Nel Portogruarese la località lagunare e il paese in riva al Livenza sono quelli che si sentono maggiormente veneziani Stampa

di Maurizio Marcon (Articolo apparso sul Gazzettino del 20.01.2006)

 

Nel Portogruarese la località lagunare e il paese in riva al Livenza sono quelli che si sentono maggiormente veneziani

Referendum, Caorle e San Stino contrari

I dati di un sondaggio Doxa rivelati da Roberto Strumendo presidente del Movimento Provincia Pordenone-Portogruaro

Stabilita al 26-27 marzo la data per la consultazione referendaria per i Comuni di Cinto, Gruaro, Pramaggiore e Teglio, il dibattito sull'eventuale passaggio al Friuli si fa sempre più vivace. A Portogruaro almeno il 70 per cento della gente sarebbe disponibile a passare sotto il Friuli, ma San Stino e Caorle proprio non ne vogliono sapere: si sentono veneziani a tutti gli effetti. Roberto Strumendo presidente del Movimento Provincia Pordenone-Portogruaro nell'annunciare il progetto "Grande Friuli", ovvero il sogno di restaurare l'antica "Patria del Friuli come era alle origini, dal Timavo alla Livenza", "riportando" quindi "a casa" tutto il Portogruarese, rivela i dati di un'indagine Doxa sugli orientamenti territoriali dei portogruaresi, compresa la refrattarietà di sanstinesi e caorlotti al richiamo delle sirene "furlane".

 

 

 

Poco sarebbero sentite in riva alla Livenza le radici storico culturali e linguistiche friuliane, ed anche vantaggi e privilegi del Regione speciale non alletterebbero più di tanto. Su questi vantaggi e privilegi, d'altra parte, spiegano, Davide Zoggia, presidente della Provincia di Venezia, e Roberto Soncin, del Comitato Provincia Venezia Orientale, non c'è da puntare più di tanto, visto che sarebbero destinati a scomparire, ad iniziare, nel 2007, dal prezzo della benzina, ma anche il richiamo culturale e linguistico sarebbe poco sentito. Alla ricerca di queste comuni radici friulane, nel 2004, Il Fogolàr Furlan "Antonio Panciera" di Teglio Veneto aveva promosso la pubblicazione "Variazioni linguistiche Tra Livenza e Tagliamento", che aveva come a coautrice la ricercatrice sanstinese Marzia Liuto, ma più di qualche assonanza, probabilmente frutto di qualche influenza di confine, nella parlata sanstinese non sarebbero state trovate più di tanto radici friulane.

Non parliamo poi di Caorle, dove sono orgogliosi della loro millenaria storia dentro la Serenissima repubblica, e quasi si offendono se si parla delle "comuni radici friulane". Non così sarebbe però negli altri nove comuni del Portogruarese che sotto in Friuli Venezia Giulia andrebbero di corsa. Per cui la strategia del Movimento Provincia Pordenone-Portogruaro è tenere il Referendum in tutti i Comuni del Portogruarese, tranne appunto a San Stino e Caorle, e una volta ottenuto il risultato, andare all'attacco delle due comuni refrattari. "Purtroppo a San Michele - spiega Strumendo - pur avendo avuto oltre il 76 per cento degli elettori del Referendum favorevoli al passaggio sotto il Friuli, il risultato non è stato sufficiente come a Lamon per una serie di motivi, tra cui il periodo estivo in cui si è votato e la nostra eccessiva sicurezza che ci ha portato a trascurare una vera e propria mobilitazione del Movimento. Per Gruaro, Cinto Caomaggiore, Teglio Veneto e Pramaggiore, non sarà così. Infatti l'imponente raccolta di firme, in pochi giorni, per la richiesta dei Referendum sta a dimostrare la nostra capacità di mobilitazione. Fra pochi giorni, appena i Comuni avranno risposto ai nostri quesiti sulle firme necessarie per indire la consultazione elettorale, inizieremo la raccolta, ad iniziare da Portogruaro, Fossalta e Concordia Sagittaria".

 
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