Belluno, pace fra comitati referendari: "L'autonomia è l'obiettivo di tutti" Stampa
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di Irene Aliprandi

Belluno, pace fra comitati referendari: Lautonomia è lobiettivo di tutti


BELLUNO. «Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: l'autonomia». Atto di pace tra il Comitato per il referendum di Sappada e il Comitato per il referendum provinciale, che ieri hanno voluto parlare insieme delle preoccupazioni e delle speranze sul futuro delle due iniziative. E' un passo avanti fondamentale, dopo mesi di polemiche, e offre una prospettiva nuova al rapporto tra i Comitati. «Condividiamo il fatto che il diritto delle comunità a cambiare i confini amministrativi, diritto sancito dalla Costituzione, va tutelato», dice Alessandro Mauro del Comitato per Sappada, spiegando le ragioni dell'incontro con i promotori del referendum provinciale. «Il referendum provinciale non colpisce i nostri interessi.




Siamo solidali con loro e vogliamo che sia chiaro che, in nessun caso, le istituzioni possono dire ai bellunesi che non possono votare, solo perché vivono al confine con una Regione a Statuto Speciale. Sarebbe uno svilimento dei nostri diritti». Sappada non ha cambiato idea: lasciare il Veneto per l'annessione al Friuli Venezia Giulia rimane l'obiettivo principale, ma tutelare quel diritto, acquisito con il voto popolare, vuol dire difendere anche i diritti degli altri bellunesi. I sappadini non possono dimenticare che, altrove, c'è chi è più fortunato, come la Val Marecchia che ha ottenuto il passaggio in Emilia Romagna: «Noi invece no», continua il Comitato di Sappada, «a loro il diritto è stato concesso, ma a noi no, forse la loro storia vale più della nostra». Il sindaco di Sappada ha inviato alla Cassazione una nota, teoricamente ad opponendum al referendum provinciale, ma il Comitato spiega: «Pensiamo che vadano chiariti alcuni aspetti complessi della vicenda, non deve essere interpretato come un segnale di divisione. Vogliamo garantire entrambi i referendum, evitando che possano essere inficiati». Moreno Broccon, del Comitato per il referendum provinciale, conferma la volontà di lavorare insieme ai comuni: «Non abbiamo interessi discordanti e l'incontro di oggi dimostra come sia fallito miseramente il tentativo di separarci, anche grazie ai Comuni di Lamon e Sovramonte». Il sindaco di Lamon infatti ha inviato in Cassazione una memoria ad adiuvandum e Sovramonte garantisce il suo appoggio. Per quanto riguarda i tre comuni ladini referendari, pare che non faranno iniziative in Cassazione. «Noi», dice Broccon, «vorremmo che la provincia di Belluno diventasse autonoma, ma anche che Sappada possa andare in Friuli. Le nostre finalità sono le stesse e non si può dimenticare che i referendum sono la conseguenza diretta della mancanza di risposte da parte delle istituzioni». Il primo ad essere portato ad esempio è Matteo Toscani, vicepresidente del consiglio regionale: «Che si prende la briga di appoggiare i comuni referendari, ma non noi», dice ancora Broccon, «ma non fa nulla per quei comuni. Lunedì scriveremo a Toscani per chiedergli di calendarizzare la seduta del consiglio per il parere sul passaggio di Sappada al Friuli». Un cenno anche alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia: «E' evidente che non possiamo festeggiare a cuore aperto visto che a Belluno la Costituzione non viene applicata», continua Broccon. «Quando arriverà il giorno in cui tutti avranno pari diritti, potremo festeggiare anche noi». Per il referendum provinciale intervengono anche Marinella Piazza e Carlo Zanella, sulle motivazioni che hanno spinto ai referendum: salvare il territorio bellunese dallo spopolamento

 
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