Lettera a Renzo Tondo, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Stampa
Scritto da Federico Sacilotto   

 

 

Gentilissimo Presidente,

la fase di riordino delle province nell'ottica di un risanamento dei conti dello Stato e di una razionalizzazione della macchina amministrativa a vantaggio dei cittadini sta ponendo prospettive che fino a qualche anno fa impedivano una riforma complessiva delle province, delle relative competenze e circoscrizioni.

Che il modello dell'ente provinciale abbia ormai i connotati di un'istituzione vetusta non deve però trarre nell'inganno per cui non vi sia l'esigenza di riconoscere un livello amministrativo di area vasta posto tra comuni e regione. Acqua, rifiuti, trasporti e istruzione superiore sono materie che non possono prescindere da una gestione che non abbia come riferimento un territorio omogeneo.

Tali aree vaste ricalcano strutture geografiche le cui connotazioni si rivelano nella loro assoluta semplicità e razionalità. Bacini idrici, aree di montagna e litorali sono alcuni dei fattori che delimitano naturalmente delle aree che si definiscono vaste. Il Friuli Venezia Giulia è dotato di un'area che per ragioni motivate da fattori storici ormai insistenti è attualmente divisa dal territorio regionale. Il territorio del Portogruarese è interdipendente da quella superficie omogenea racchiusa tra il corso dei fiumi Livenza e Tagliamento che ha come centro di riferimento la città di Pordenone.

I vari fenomeni della vita quotidiana dei cittadini – lavoro, sanità, pendolarismo, scuola, volontariato – non tengono conto affatto di alcun ostacolo di natura confinaria né la giustificano. Che il Portogruarese e il Friuli occidentale rappresentino di fatto un'estensione omogenea è per tanto un dato di fatto di cui la popolazione è sempre più cosciente. Tale confine amministrativo rappresenta per tanto una barriera mal tollerata sia dai Portogruaresi e sia dai Pordenonesi. Se poi si aggiunge che parte dei Portogruaresi parla la medesima lingua che è maggioritaria nella sua regione, il confine diventa ulteriormente ingiustificato.

Il Ministero della Giustizia nel riordino dei tribunali ha riconosciuto questo dato di fatto e ha predisposto l'unione del distretto giudiziario di Portogruaro con la circoscrizione giudiziaria di Pordenone. Dal versante Veneto, si aggiunga, la situazione è sempre concitata. L'istituzione della Città Metropolitana di Venezia vista dalla popolazione Portogruarese come ulteriore danno nel confronti della propria realtà e delle relative esigenze. Diversi comuni del Portogruarese si preparano ad un'evoluzione referendaria volta all'aggregazione al Friuli Venezia Giulia ed in alcuni Consigli comunali già si predispongono condizioni perché si giunga ad una nuova fase di riordino, soprattutto il Consiglio comunale di Cinto Caomaggiore che ha votato di non aderire alla Città metropolitana di Venezia ma di aderire alla regione Friuli Venezia Giulia in funzione del referendum costituzionale ex art. 132,comma secondo. La stessa Diocesi di Concordia-Pordenone auspica che il riordino delle province porti alla costituzione di un'unica amministrazione territoriale per Pordenone e Portogruaro.

Per tutti questi motivi la sollecitiamo a prendere in considerazione la predisposizione di tutti quegli atti propedeutici alla realizzazione dell'Area vasta del Tagliamento e del Livenza. I tempi sono maturi perché un nuovo assetto amministrativo costituisca il nostro territorio.

Portogruaro, 25 Settembre 2012                                                                                                                  Il Presidente Federico Sacilotto

 
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