Comunicato stampa su voto della Camera per Cinto e Sappada Stampa
Scritto da Federico Sacilotto   

 

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Il Movimento rendo noto che il 3 ottobre alla Camera non vi è stato alcun voto su Cinto e Sappada. Le indiscrezioni apparse sulla stampa secondo cui la camera avrebbe respinto un emendamento per l'aggregazione di Cinto e Sappada è infondato. Durante l'approvazione del disegno di legge per la riduzione dei Consiglieri regionali del FVG, l'on. Monai ha inserito un emendamento per Cinto e Sappada che è stato di diritto tolto dal Presidente perché sprovvisto di parere della Commissione bilnacio della Camera come riconosciuto dallo stesso Monai, il quale intendeva semplicemente porre all'attenzione dell'Assemblea la questione di Cinto e Sappada.
Il Movimento, inoltre, conferma che il procedimento per l'aggregazione di Cinto e Sappada è incardinato presso la Commissione Bilancio del Senato, dove sta proseguendo l'iter previsto per poi passare al voto della Prima commissione Affari Costituzionali del Senato.
Viene allegata la discussione della Commissione per inciso.

La seduta, sospesa alle 9,50, è ripresa alle 10,10.

Seguito della discussione della proposta di legge costituzionale: S. 3057 - d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia: Modifica dell'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Approvata, in prima deliberazione, dal Senato) (A.C. 5148); e dell'abbinata proposta di legge costituzionale: d'iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (A.C. 4834).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge costituzionale, già approvata, in prima deliberazione, dal Senato, n. 5148: Modifica dell'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e dell'abbinata proposta di legge costituzionale n. 4834.
Ricordo che nella seduta del 1o ottobre 2012 si è conclusa la discussione sulle linee generali e che il relatore e il rappresentante del Governo hanno rinunziato ad intervenire in sede di replica.

(Esame degli articoli - A.C. 5148)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli.
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, ai sensi degli articoli 86, comma 1, e 89 del Regolamento, l'emendamento Monai 1.10, non previamentePag. 4presentato in Commissione, volto ad introdurre nell'ambito della proposta di legge costituzionale in esame - che reca disposizioni in materia di riduzione del numero dei componenti del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia - la previsione del distacco di alcuni comuni da tale regione. Tale proposta emendativa, peraltro, si pone in contrasto, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento nella seduta del 7 marzo 2002, con l'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, prevedendo una procedura diversa da quella ivi disciplinata.

CARLO MONAI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO MONAI. Signor Presidente, questa decisione me l'aspettavo, perché, evidentemente, la materia dell'accorpamento dei comuni di Sappada e di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto alla regione Friuli-Venezia Giulia non è proprio pertinente al tema della riduzione dei consiglieri regionali in quella regione, ma vorrei sottolineare la necessità di un'iniziativa da parte della Commissione affari costituzionali affinché queste istanze del territorio, che hanno già trovato la validazione da parte sia del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia sia da parte di quello del Veneto, trovino risposta e una sollecita definizione.
Ricordo che il comune di Sappada ha espresso, con il 95 per cento dei voti favorevoli, la volontà di passare al Friuli- Venezia Giulia con un referendum che è avvenuto ormai già nel lontano 2008. Ancora più lontano è il referendum di Cinto Caomaggiore, che dal veneziano vuole entrare nel pordenonese: anche lì nel 2006 il referendum ha visto il 91,5 per cento dei cittadini esprimersi a favore di questo passaggio.
Pertanto non possiamo, nel momento in cui acceleriamo sulle riforme costituzionali in questo tempo, dimenticarci di questo appello ad una decisione che è ormai matura.

 
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