Riflessione su alcuni commenti politici Stampa
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03 aprile 2006  - CINTO CAOMAGGIORE

Non spengono i commenti, anche a livello politico, sull’esito del recente referendum pro Friuli-Venezia Giulia tratto dal Gazzettino Lunedì, 3 Aprile 2006 Ho riportato tale articolo poichè è la dimostrazione che l'assessore Chisso e relativi colleghi non abbiano capito nulla del risultato referendario.

 

 

Egli pensa che elemosine dell'ultima ora siano di per se sufficienti a risolvere problemi più vecchi della regione veneto. Strade e marciapiedi non risolvono problemi. Più profonda è l'analisi di Piccolo, che in molte parti coglie ll significato del Referendum. Ma sono le conclusioni relative ad una autonomia speciale all'interno del Veneto pr il portogruarese che non convincono. Il Veneto per la sua complessità, per la sua struttura ed intelligentia amministrativa non è in grado di dare risposte adeguate ad un area che è legata profondamente al Friuli e meglio ancora al pordenonese. Cinto Caomaggiore Non accennano a spegnersi a Cinto i commenti sull'esito del referendum pro Friuli, per il quale la stragrande maggioranza dei cittadini (91 per cento dei voti) ha scelto di lasciare il Veneto per andare sotto il Friuli. Diverse sono le interpretazioni a livello politico: particolarmente risentita nei confronti delle analisi del sindaco Luigi Bagnariol, quella, da Palazzo Balbi, dell'assessore, Renato Chisso, che tanto si è adoperato per questo territorio; più introspettiva e comprensiva quella, da Palazzo Ferro Fini, di Francesco Piccolo, presidente della Commissione Statuto. "Sono letteralmente sbalordito - sostiene Chisso - di fronte alle affermazioni del sindaco di Cinto Caomaggiore, che mi sembrano degne di una sceneggiata napoletana più che una analisi reale del risultato del referendum. Dire che la Regione ha dimenticato Cinto è una bugia a cui non credono nemmeno i friulanisti. Solo sulla viabilità negli ultimi anni abbiamo investito un milione e 800mila euro per far partire almeno tre milioni di opere pubbliche. Carte alla mano ecco l'elenco: contributo di 445mila euro su un importo di 800mila per la costruzione pista ciclabile lungo la Provinciale 64 Persiana tratto Pramaggiore-Cinto; 175mila euro su 250mila per la realizzazione di una pista ciclabile lungo la Provinciale 251; Contributo sulla mobilità ciclistica di 350mila euro su progetti per 500mila; contributo di 154mila euro su 224mila complessivi per il completamento della strada comunale via Torino; 570mila per la sistemazione delle curve pericolose sulla ex Statale 251. Questa - continua Chisso - è solo una parte delle opere cui vanno aggiunti gli interventi per rifare la rete fognaria, quelli a fondo perduto per l'acquisto delle aree per la creazione del bosco di Cinto, quelli per le isole ecologiche ed altro ancora che senza dubbio portano il comune di Cinto ad essere tra i più beneficiati in rapporto alla popolazione residente dell'intera Regione. Ecco perché dire che questo territorio sia stato dimenticato dalle istituzioni è senza dubbio una provocazione e non corrisponde ai numeri disponibili attraverso i documenti ufficiali". Di diverso taglio l'analisi di Piccolo che propone una nuova formula politico amministrativa per l'ordinamento statutario del Veneto. "Dalla recente consultazione - sostiene Piccolo - emerge chiaramente la necessità di cogliere in profondità le reali motivazioni che spingono talune popolazioni verso le regioni a statuto speciale: non farlo sarebbe una miopia politica e istituzionale che potrebbe costare molto cara. Non sembrano sufficienti i percorsi già avviati da una strategia fatta solo da opere pubbliche e finanziamenti non mirati che non incidono sulle esigenze vere delle problematiche culturali, storiche e sociali delle aree di confine della nostra Regione. Ricordo che la diocesi di Concordia-Pordenone testimonia quanto siano profonde le radici culturali e linguistiche di queste comunità. Altrettanto di difficile percorribilità mi paiono le ipotesi di autonomia speciale a favore del Veneto, da più parti invocate, perché aprirebbe la strada alla richiesta di tutte le altre regioni ordinarie, vanificando il contenuto della specificità". Maurizio Marcon

 
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