Il referendum sul Trentino Il Consiglio ha stabilito la data Stampa
Scritto da Administrator   

Inserito il 17 giugno 2006 alle 12:22:00 da gianluca. IT - News Asiago |05/04/2006| Il 17 dicembre ci sarà la consultazione sul passaggio del Comune alla Regione autonoma Basterà un referendum o ne serviranno due per chiedere agli asiaghesi se vogliono passare al Trentino?

 

 

 

Questo il quesito che ancora non è stato definitivamente chiarito. Per il momento, comunque, almeno c’è una data ufficiale, quella del 17 dicembre, fissata lunedì sera con una delibera approvata dal consiglio comunale per lo svolgimento del referendum consultivo, con il seguente quesito: “Volete voi che il Comune di Asiago attivi le procedure per indire il referendum ai sensi dell’articolo 132 (comma 2) della Costituzione, per l’aggregazione del Comune di Asiago alla Regione autonoma Trentino Alto Adige?”. Il costo della consultazione è stimato sui 6 mila euro. Se la maggioranza voterà per il sì, allora si farà un’altra consultazione, quella cosiddetta “costituzionale”, insomma, quella che “conta”. L’opposizione ha votato contro, in quanto, secondo quanto ha detto il consigliere Francesco Gattolin nella dichiarazione di voto, «si tratta solo di un escamotage della maggioranza per prendere tempo, perché l’amministrazione potrebbe indire direttamente il referendum costituzionale». La teoria del “prendere tempo” enunciata da Gattolin ha effettivamente un suo fondamento, e tutto sommato non è stata neppure smentita dal sindaco Andrea Gios, il quale ha spiegato come da qui al 17 dicembre si auspica che tutti gli altri Comuni dell’Altopiano si allineino nelle procedure in modo da poter chiedere tutti assieme direttamente il referendum costituzionale. Il consiglio di ieri sera era praticamente un atto dovuto, dopo che il 14 marzo è terminato il lavoro della commissione preposta a verificare la regolarità della raccolta di 1919 firme di cittadini da parte del Comitato per il passaggio dell’Altopiano alla Provincia autonoma di Trento. Il punto è che nessuno ha piacere che i Comuni dell’Altopiano affrontino singolarmente l’avventura del tentativo di cambio di Regione, e al momento le situazioni nei vari “campanili” sono differenti per quanto riguarda l’iter: in alcuni Comuni è già terminata la raccolta delle firme, in altri è iniziata, in altri deve ancora iniziare. «Al referendum costituzionale - ha spiegato il sindaco Gios - ci andremo quando sarà chiaro che questa è la volontà dei cittadini non solo di Asiago ma di tutto l’Altopiano». Soddisfazione, al termine della seduta consiliare, da parte dei rappresentanti altopianese e asiaghese del Comitato, Francesco Rodeghiero e Luciano Gios. «È giusto attendere - commentano all’unisono - che tutto l’Altopiano possa esprimersi nello stesso momento, perché questo ci darà molte più possibilità di raggiungere il quorum». L’idea, infatti, è quella di chiamare a consulto gli altopianesi non Comune per Comune, bensì come un unico bacino, un fronte unitario della “voglia di Trentino” che sembra davvero non essere stata un fenomeno passeggero. Estesa ad altri comuni la raccolta delle firme È a macchia di leopardo il panorama altopianese sullo stato delle procedure verso il referendum per il passaggio al Trentino. Al momento la raccolta delle firme necessarie per l’avvio delle procedure da parte dei vari consigli comunali è terminata ad Asiago (1919 firme), Enego (678 firme) e Gallio (circa 500 firme). «Noi auspichiamo che le amministrazioni di Enego e Gallio - spiegano i rappresentanti del Comitato promotore - seguano l’esempio di Asiago e Roana nel revocare la delibera di adesione al progetto Bassano Provincia e rimettano ogni decisione nelle mani dei cittadini». A Lusiana e a Conco la raccolta delle sottoscrizioni non è ancora ultimata perché cominciata di recente, ma sta procedendo a ritmi serrati: «In entrambi questi Comuni - fa sapere il Comitato - la raccolta sta avendo esito positivo: a Conco ci cono già circa 400 firme, a Lusiana circa 900 e si continuerà fino a metà maggio». Qualche problema in più, invece, a Roana («dove la situazione - spiega il Comitato - è bloccata dalla commissione che dovrebbe autorizzare la richiesta consultiva nei confronti dei cittadini») e a Foza, dove il sindaco e la maggioranza hanno disertato per tre volte il consiglio comunale quando all’ordine del giorno c’era l’approvazione del regolamento per il referendum. In questi due Comuni la raccolta firme non è quindi ancora cominciata. Tutto fermo anche in Comune di Rotzo, commissariato e in attesa di nuove elezioni a maggio: «Speriamo - auspicano i rappresentanti del Comitato - che la nuova amministrazione comunale appoggi il progetto di cambio di Regione». di Cristiano Carli

 
Copyright © 2012 Movimento per la Provincia di Pordenone Portogruaro