Comuni in fuga: l'Udc lancia la "devolution flessibile" Stampa
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Inserito il 21 giugno 2006 alle 13:54:46 da gianluca. IL PROGETTO Contro i Comuni in fuga l'Udc lancia la "devolution flessibile" Vicenza Stop alle fuga dei comuni dal Veneto verso Friuli e Trentino. A Vicenza per una conferenza dell'Udc in vista del voto referendario, Francesco D'Onofrio lancia la "devolution flessibile". In questi termini il senatore vede la proposta di legge costituzionale di cinque consiglieri regionali che prevede la modifica dell'articolo 119 della Costituzione, quello per intenderci relativo alle autonomie regionali e locali. Il comma quinto di questo articolo verrebbe integrato dal seguente comma quinto bis: "Si considerano comunque destinatari degli interventi di cui al comma quinto i Comuni di Regioni che confinano con una Regione a statuto speciale, singoli ed associati anche in Consorzi intercomunali, ai quali per tale fine sono conferite specifiche funzioni amministrative con legge regionale". Il progetto sta per essere presentato al Consiglio regionale e da lì dovrebbe transitare alla due Camere (che secondo l'art. 138 della Costituzione dovrebbero esprimersi due volte ciascuna). "E' una proposta che trova consensi a destra e a sinistra: dovrebbe avere un iter piuttosto rapido" assicura D'Onofrio. "L'idea nasce dall'obiettivo di salvare il Veneto dallo sgretolamento territoriale dovuto al passaggio di comuni dalla nostra regione a quelle confinanti a statuto autonomo», spiega il consigliere regionale Francesco Piccolo, presidente della commissione Statuto. Si vuole insomma evitare, sostiene Piccolo, che i casi di Lamon (per il Trentino) e Cinto Caomaggiore (per il Friuli VG) diventino i precedenti di una fuga in massa da Venezia. Per fare questo ci vuole una maggiore equità redistributiva da parte dello Stato. E qui entra in gioco la Regione, conferendo specifiche funzioni amministrative ai comuni interessati il cui esercizio può quindi essere esercitato anche in funzione consortile, in modo tale da dare all'intera area di confine delle due regioni una particolare specificità. Se approvata, la legge interesserebbe anche vari comuni di Piemonte e Lombardia, confinanti con regioni a statuto autonomo. In Veneto, a parte i territori di Padova e Rovigo che non hanno confini con regioni a statuto speciale, sono tanti i comuni delle altre cinque province che si troverebbero nella posizione di poter chiedere nuovi interventi alla Regione. "Nel dibattito sulle autonomie, questa legge ha il pregio di dare una risposta specifica e percorribile", conclude Piccolo. Enrico Soli

 
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