Scalata dell’Actv all’Atvo: indaga l’Antitrust Stampa
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San Donà di Piave
Cessione delle quote Atvo all’Actv: sia l’Antitrust che il Difensore civico hanno aperto le proprie istruttorie. La contestata decisione di cedere il 12 per cento del capitale dell’Azienda dei Trasporti del Veneto Orientale all’azienda veneziana Actv operata dalla Provincia, socio di maggioranza, avrà dunque un seguito.

 

 

Come si ricorderà il sindaco di Musile Gianluca Forcolin, che guidava la protesta dei sindaci-soci di centrodestra, presentò lo scorso dicembre due ricorsi rispettivamente all’Antitrust e al Difensore Civico della Regione. A distanza di circa quattro mesi, è arrivata la notizia che sono stati aperti due procedimenti.
«Sia l’Antitrust che il Difensore Civico – riferisce l’assessore alla Viabilità di Musile Alberto Teso – hanno comunicato l’altro ieri di aver aperto due distinte istruttorie sulla legittimità della vendita operata dalla Provincia». Il centrodestra vuole capire cosa comporti l’acquisto di una quota così significativa da parte di un’azienda “concorrente”. Perché, in altre parole, Actv spende 3 milioni e trecentomila euro per diventare socia di Atvo? «Non si possono nascondere - afferma teso - le forti perplessità manifestate dai sindaci: Atvo è un “gioiello” del Veneto Orientale: anche nel 2008 ha chiuso il bilancio con oltre 500mila euro di attivo, offrendo un servizio di elevata qualità a costi che sono tra i più bassi d’Italia. Non ha, praticamente, contenzioso sindacale e può contare su di un’eccellente “customer satisfaction”. Actv, che ha chiuso il bilancio 2008 in rosso può dire altrettanto?».
Fabrizio Cibin

 
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