COMUNICATO STAMPA Portogruaro, 6 febbraio 2012 Stampa
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I risultati dello studio commissionato dalla Regione sul riparto dei fondi per la sanità confermano in modo inequivocabile che l’Asl 10 del Veneto Orientale è la più trascurata del Veneto. Ogni abitante del Portogruarese o del Sandonatese riceve un contributo regionale pari a 1.493 euro, in assoluto il più basso del Veneto, anche 130 euro in meno a testa rispetto alle altre aree.


Lo studio in questione certifica, nell’Asl 10, 220 mila abitanti, a cui la Regione avrebbe trasferito nel 2011 329 milioni di euro. Al netto dell’età media degli abitanti e delle patologie, il confronto con le altre Asl “cugine” è impietoso. Nel 2011, all’Asl di Pieve di Soligo (223 mila abitanti, solo 3 mila in più) la Regione ha destinato 14 milioni di euro in più. La differenza con l’Asl dell’Alta Padovana – 232 mila abitanti – è pari a 43 milioni e la differenza con l’Asl di Asolo – 233 mila abitanti – sfiora i 45 milioni. Sopra tutti l’Asl di Bussolengo, che ha 270 mila abitanti e può contare su 434 milioni di trasferimenti, ben 105 in più del Veneto Orientale, che di abitanti ne ha solo 50 mila in meno.
Dal momento che il capitolo socio-sanitario rappresenta oltre l’80% del bilancio totale della Regione, siamo autorizzati a pensare di essere davvero in fondo alle priorità della Regione. Il dato deve quindi far seriamente riflettere cittadini, forze politiche e parti sociali. L’Ospedale di Portogruaro, che lentamente ma scientificamente muore per asfissia di investimenti e di garanzie, è la conseguenza più visibile di questa mancanza di sensibilità. E con esso le inevitabili, decine di migliaia di persone che ogni anno “fuggono” nelle strutture del vicino Friuli per trovare le risposte che nel Mandamento non possono avere.
Continuiamo a credere che per il Veneto sarebbe utile e giusto investire qui, convinti come siamo che la nostra naturale predisposizione all’interregionalità sia un valore aggiunto – una specialità da riconoscere e tutelare – e non invece il pretesto più comodo per destinare attenzioni e risorse altrove.
Eppure mai come ora ci addolora constatare, come cittadini e amministratori, che questa terra generosa rischia l’abbandono, come evidenzia anche il quadro dell’occupazione, drammatico, fotografato pochi giorni or sono dalla CGIL. Di fronte a questa cronica disattenzione, che spazia dalla sanità al sostegno delle attività produttive, dal governo del territorio alla viabilità e ai trasporti, non possiamo che reagire. Non possiamo accettare passivamente che il Portogruarese “non rientri più nei piani di Regione e Provincia”.
Diventa fondamentale a questo punto che la Conferenza dei Sindaci e la Conferenza dei Sindaci Sanità siano più consapevoli del ruolo che gli è stato affidato dalla Legge 16/1993 e che hanno purtroppo dimenticato. Il Presidente Tamai si impegni a portare qui i vertici della sanità locale e regionale, mentre il Presidente Paludetto apra subito un tavolo unico sulle tante crisi aziendali in atto nei nostri comuni.
Parallelamente, il Partito Democratico si farà portavoce, in questo territorio, di un disagio crescente che crediamo possa essere affrontato con più sussidiarietà, più risorse, più interregionalità e più senso di responsabilità da parte della Politica.
Alessandro Coccolo |Partito Democratico
Segretario di Zona - Portogruarese

 
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