INFURIA LA POLEMICA POLITICA SUL POSSIBILE COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA' VENETA Stampa
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Domenica 09 Gennaio 2011 19:12 amministratore Visite: 303

LO SCONTRO. Infuria la polemica politica.

Tre i fronti: dentro la Lega, tra Lega e Pdl e tra opposizione e maggioranza
Bendinelli: «Abbiamo grandi riserve, è un'idea che serve solo ai leghisti»

Stefano Valdegamberi (UdC): «Farsa»

Sul fronte delle politiche sanitarie della Regione si prospetta un duello interno al centrodestra che andrà avanti mesi e che vede più fronti impegnati: all'interno della Lega, tra Lega e Pdl e tra opposizione e maggioranza.
Il primo. La Regione presenterà i conti della sanità a Roma, chiuderà con un deficit definito «fisiologico» ma aziende ospedaliere e Ulss pare non abbiano accantonato le risorse per gli ammortamenti. Come verranno considerati allora? Veri e propri debiti? La Regione punta quindi a far sì che sia il governo a imporre come arma di risanamento l'applicazione dell'addizionale Irpef che l'ex presidente Galan aveva eliminato prima della campagna elettorale. Il provvedimento potrebbe accompagnarsi anche alla nomina di Zaia a commissario per la sanità: a quel punto il governatore potrebbe decidere senza sentire l'assessore regionale Luca Coletto che fa riferimento a Flavio Tosi. E per il territorio veronese si paventa la chiusura di almeno due ospedali (Malcesine e Isola).
Il secondo. Il Pdl non ci sta e vuole evitare che la Lega abbia mano libera sulla sanità attraverso il commissariamento. Davide Bendinelli, consigliere regionale del Pdl: «Esprimiamo grandi riserve sull'ipotesi di un commissariamento che delegittimi il ruolo del Consiglio regionale: ancora una volta Verona, da sempre esempio di eccellenza sanitaria in Veneto, potrebbe essere penalizzata soprattutto dal punto di vista della qualità dei servizi offerti. Non vorremmo», prosegue Bendinelli riferendosi al primo fronte di scontro, «che dietro queste scelte vi fosse l'ombra di uno scontro interno alla Lega. Verona svolge funzioni di interesse regionale e nazionale ed è un presidio sanitario europeo. Applicare burocraticamente degli standard non vorremmo significasse ridurre la qualità della risposta sociale ai livelli più bassi. L'appiattimento nella sanità significa colpire le eccellenze e le categorie piu disagiate. E a Verona abbiamo una presenza qualificata anche nel privato. A differenza di altre realtà regionali, Negrar e la Pederzoli sono considerate fiori all'occhiello in questo settore, anche nell'area no profit. Sarebbe un errore gravissimo penalizzare queste realtà e quelle punte straordinarie rappresentate dai centri regionali e nazionali di ricerca e innovazione presenti a Verona. Ci impegneremo seriamente, anche senza commissariamenti, a difendere l'eccellenza sanitaria veronese».
Il terzo. Dalle posizioni dell'Udc il consigliere regionale Stefano Valdegamberi attacca la Lega dopo che Bossi aveva dato la colpa a Galan di aver creato il buco nella sanità veneta: «I seguaci di Umberto Bossi, da Zaia, a Tosi, alla Martini, a Sandri sino all'ultimo arrivato, assessore Coletto, hanno governato ed amministrano il Veneto negli ultimi sei anni. O erano altrove?».
«Tutti hanno approvato», ricorda Valdegamberi (nella foto), «le delibere della Giunta Galan e tutti ne hanno condiviso le linee programmatiche. Tutti, da Tosi a Coletto, hanno partecipato alle nomine dei vari manager che hanno amministrato le varie Usl del Veneto. Mai una contrarietà nè un distinguo. La realtà è un'altra. La sanità veneta negli ultimi anni è stata ed è governata dalla Lega che ne ha influenzato e ne condiziona, nel bene e nel male, le sorti. Tutt'ora l'assessore regionale alla sanità, il veronese Coletto, riceve in ufficio a Palazzo Barbieri vicino a quello del sindaco. Difficile dimostrare che la Lega, caro Senatùr, non abbia partecipato e non partecipa alle scelte amministrative in materia di sanità veneta. Tirarsene fuori ora che emergono difficoltà è forse il sistema per giustificare e far ingoiare ai veneti l'aumento dell'addizionale Irpef regionale come strumento per ridurre il disavanzo ed evitare il commissariamento da parte del Governo. Sarebbe l'ennesimo atto della farsa».

 
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