Via il Tribunale di Portogruaro, si va a Pordenone Stampa
Scritto da Gianluca Falcomer   


Pubblicato lo schema del decreto che riordina la geografia dei tribunali italiani

 

 

Il 6 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo del decreto così detto "Taglia-tribunalini". Già da una prima lettura frettolosa si desume essere una riforma epocale. Il riassetto non bada nemmeno ai confini regionali o più precisamente ai confini delle circoscrizioni delle Corti d'Appello e rivoluziona ciò che dalla formazione del regno di Italia non è mai stato complessivamente riformato: solo piccole aggiustature volte alla creazione di nuovi tribunali. Un dato su tutti: il reset completo di tutte le sezioni distaccate giudiziarie. In forza di tale provvedimento anche il "Tribunale di Portogruaro" è cancellato. La novità maggiore riguarda la nuova collocazione del distretto giudiziario di Portogruaro che è inglobato nella circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Pordenone.

 

Il provvedimento è stato al centro di un dibattito sulla giustizia di prossimità, promosso e organizzato dalla Camera degli avvocati di Portogruaro col patrocinio della Città di Portogruaro. Evidenti le proteste manifestate dai diversi relatori, che non hanno lesinato forti critiche al Ministro della Giustizia. In realtà, gli interventi hanno sollevato problematiche non tanto legate alla questione portogruarese quanto alla metodologia adottata dal Ministero, improntata più su "tagli orizzontali" che su una precisa ed attenta analisi.

Tra le preoccupazioni di alcuni relatori emerge la diminuzione delle pratiche legali. Infatti, suggeriscono che un diminuzione dei presidi di Giustizia possa portare nel medio e lungo periodo ad una contrazione dell'attività legale a livello nazionale.

L'iter del provvedimento, un promulgando decreto legislativo, ora deve ottenere il parere obbligatorio, ma non vincolante, del Consiglio Superiore della Magistratura e delle rispettive commissioni Giustizia di Camera e Senato. Dal vice Presidente del C.S.M. Vietti è già giunta un'entusiasta presa di posizione, il vero scoglio è rappresentato dal Parlamento dove le lobby di Avvocati e di "rappresentanze localiste" giurano di dare battaglia. A detta del Senatore Scarpa la possibilità di modificare il testo del decreto, ricollocando il portogruarese in Veneto, è remota. Soprattutto in forza della deliberazione della Camera degli Avvocati di Portogruaro, che poneva come alternativa alla soppressione della Sezione distaccata di Portogruaro, l'aggregazione al Tribunale di Pordenone. Tale soluzione rappresenta un sicuro vantaggio per l'utenza portogruarese che si ritroverebbe un tribunale ordinario con piene competenze nelle vicinanze rispetto ad una sezione del tribunale di Venezia limitata non solo nelle risorse, ma soprattutto nella competenze, obbligando utenti professionali e cittadini a recarsi nella città lagunare.

L'intervento di Martella ha prediletto la difesa della Città Metropolitana di Venezia, secondo il quale anche il Portogruarese dovrebbe ricadervi e pertanto anche la geografia giudiziaria dovrebbe conformarsi ai confini dell'ente lagunare. Ovviamente tale posizione obbligherebbe i cittadini del Lemene a recarsi nel capoluogo veneziano, in attesa di un'eventuale sezione distaccata del Tribunale di Venezia, evenienza priva di certezze che lascerebbe in una situazione di disagio e di svantaggio i portogruaresi rispetto alla soluzione pordenonese: semplice e pratica.

Una cosa è certa: Roma sembra molto meno miope dei rappresentati locali. In questo caso. Appare ovvio per il Ministero della Giustizia che la vicinanza geografica del Portogruarese con Pordenone rappresenta un dato di fatto su cui basare l'ordinamento amministrativo della Repubblica, diversamente dai rappresentanti locali legati a logiche di spartizione e di sopravvivenza della loro posizione politica in netto contrasto con l'esigenze della popolazione. Il provvedimento deve proseguire per un iter che terminerà a metà settembre: tutto può ancora accadere, ma se il testo del decreto rimanesse così come approvato dal Governo, ottime prospettive si aprirebbero per i Portogruaresi.

 
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