Tanto tuonò che piovve
Scritto da Gianluca Falcomer   

 

San Dona' e Portogruaro indispensabili per le province di Treviso e Pordenone


Sono stati resi noti i parametri per il nuovo ordinamento delle circoscrizioni delle Province: una superficie minima di 2500 km² ed una popolazione minima di 350.000 abitanti. Requisiti questi che né la Provincia di Treviso né la Provincia di Pordenone possono soddisfare.

Se la Provincia di Treviso popolata da 888.249 abitanti risulta conforme al parametro demografico governativo, diversamente non raggiunge l'estensione minima prescritta, rimanendo ferma a 2 476,68 km². Entrambi i parametri non raggiungerebbe la Provincia di Pordenone: 315.755 abitanti per una superficie di 2 178 km².

 

 

 

 

A ciò si aggiunge il malumore di cittadini e amministratori del Portogruarese e del Sadonatese, mal propensi a ricadere sotto la Città Metropolitana di Venezia, tanto che non sono passate inosservate le esternazioni della Presidente Zaccariotto relative all'aggregazione di San Dona' a Treviso, l'esplosiva critica del Presidente Zaia che polemicamente ha chiesto <<Ma che cos'hanno da spartire Cinto Caomaggiore e Venezia?>>. Non si può nascondere che anche negli ambienti del PDL locale serpeggi l'idea di far passare anche Portogruaro sotto Treviso e che ormai da più parti vi sia un forte richiamo ad una specificità del Portogruarese rispetto a San Dona' e Venezia.

In questo vorticoso susseguirsi di proposte e controproposte, un punto fermo resta: i tempi dettati dal Governo Monti - e i termini sono stringenti - e la Città Metropolitana. Una riflessione pacata e ragionevole deve imporsi tra gli amministratori soprattutto e in via esclusiva nell'interesse dei Cittadini.

La Città Metropolitana di Venezia rappresenta un'opportunità fondamentale per Venezia e il suo vicino entroterra: nuovo assetto territoriale e nuove competenze. Contemporaneamente è la peggiore soluzione per i territori posti al suo settentrione: San Dona' e Portogruaro. Una delle ragioni su tutte: lo strumento delle Città Metropolitane ha una caratteristica fondamentale: un'area conurbata e omogenea. Tale caratteristica è condivisa da Venezia con l'interland padovano e trevigiano, ma non certamente con San Dona', tanto meno con Portogruaro. Ben devono guardarsi gli amministratori da richiami volti a spiegare che tale autonomia possa essere distribuita ai territori metropolitani distanti: primo perché non previsto dal decreto-legge e comunque perché soluzione illogica (la Città Metropolitana serve ad accorpare competenze per semplificare l'azione dell'Amministrazione), secondo perché finora Venezia ha dimostrato di assorbire le energie del territorio non di gestirle.

A scanso di equivoci è bene precisare che non vi è nemmeno spazio per una nuova provincia della Venezia Orientale, la quale non raggiungerebbe i requisiti minimi del Governo.

 

Valutando l'aspetto geografico e demografico dei due comprensori - San Dona' e Portogruaro - emerge un aspetto innovativo quanto "storico". San Dona' e Portogruaro hanno rispettivamente un'affinità geoammministrativa, culturale, infrastrutturale ed economica con Treviso e Pordenone. L'aggregazione del comprensorio di San Dona' alla Marca garantisce la sopravvivenza della Provincia di Treviso perché le permetterebbe di raggiungere la superficie richiesta dal Governo Monti, oltre che a offrire una soluzione amministrativa dalle prospettive lungimiranti adatte ad un ente di 1 milione di abitanti. L'aggregazione di Portogruaro alla Provincia Pordenone garantisce l'esistenza dell'ente posto tra Tagliamento e Livenza sotto entrambi i parametri governativi nonché la prospettiva per il Portogruarese di diventare uno dei poli principali della Regione F.V.G. e quindi protagonista del proprio futuro e della regione stessa. Non basta eccepire che in realtà il provvedimento di Monti non avrà influenze nella riforma delle province friulane in forza della competenza esclusiva che tale regione ha codificata nel proprio statuto: il senso di responsabilità e di buon governo impone di perseguire un percorso che attraversa la struttura di tutto il territorio della Repubblica. In tutto ciò Venezia si troverebbe uno strumento - la Città Metropolitana - che sarà adatto alle dimensioni, alle esigenze e allo sviluppo di una Città stessa. Il momento è opportuno per ripartire, riformiamo i limiti delle nostre amministrazioni, non facciamo gli stessi errori di sempre!

 
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