Torna la provincia del Veneto Orientale? Stampa
Scritto da Gianluca Falcomer   

Nel caos scaturito in seguito alla pubblicazione dai parametri per la riorganizzazione delle Province, rispunta la Provincia di San Dona'-Oderzo-Portogruaro-Jesolo

 

 

Di una cosa possiamo rimanere tutti certi, che il decreto spending review sta gettando i politici locali in una rincorsa spasmodica di angoscianti proposte, provocanti controproposte e sfrenate trattative a sconforto delle quali una fragorosa partita a Risiko tra amici risulta essere più innocua di un rendez-vous di gentildonne in una sonnolenta tearoom di fine '800. Quando si parla di riassetto amministrativo del territorio, si ha in sorte il futuro della gente che vi vive e che vi lavora nei molteplici frangenti della vita individuale e sociale che nella quotidianità e nell'avvenire riserva a sé stessa alle generazioni prossime. Per tanto una discussione ragionevole e soprattutto partecipata, non occorre, ma è essenziale al riassetto stesso. Lasciarne delega a quegli stessi attori delle passate sceneggiate, è deprimente alla sola idea.

 

 

 

Ed ecco che nell'arrovellarsi di idee e timori, rispunta dal classico impolverato cassettone della nonna la soluzione "che non t'aspetti". Di fatto, tra le proposte che si possono scovare nella stampa dell'ultima settimana, ve n'è una che richiama alla memoria il progetto di provincia della Veneto Orientale, così come fu composto alle origini, durante la metà degli anni'80. All'epoca si configurava un assetto provinciale per i tre mandamenti più orientali della regione del Veneto: il Sandonatese, il Portogruarese e l'Opitergino-Mottense. Da tale progetto si allontanò quasi subito la parte trevigiana, lasciando prima Portogruaro e San Dona' e poi anche in aggiunta Jesolo il privilegio di azzuffarsi per aggiudicarsi la sede, poi parti della sede e poi ancora gli uffici di una provincia che non sarebbe mai nata.

Dopo questa breve cronistoria, non rimane che sviscerare i dati che renderebbero la proposta così allettante e attraente da meritarsi tanto clamore. Considerando la popolazione residente nei tre mandamenti emerge un dato interessante, si attesterebbe un'area popolata da 315.167 abitanti. Risulta chiaro fin da subito che già tale dato non sia conforme la parametro demografico stabilito dal Governo per il riassetto delle Province. Non risulta nemmeno raggiunto l'obiettivo relativo alla superficie, ove si ragguaglierebbero i 1.464 kmq ma non i 2.500 kmq richiesti.

La proposta di provincia del Veneto orientale non raggiunge integralmente i parametri prescritti dal Governo. Emerge comunque un elemento rilevante: la Città Metropolitana non piace ai Portogruaresi, che anzi ben vedrebbero l'aggregazione alla Provincia di Pordenone e non piace nemmeno ai Sandonatesi, che volgono più volentieri lo sguardo verso la Marca, che necessità di proprio di San Dona' per continuare ad esistere. Tengano infine presente gli amministratori, che la partecipazione dei cittadini nelle forme più opportune e congeniali che la tempestività dell'agenda del Governo permetta è fondamentale: non si arroghino il diritto di decidere senza la popolazione il futuro della popolazione stessa.

 
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