Pordenone e la carta Portogruaro
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Il dibattito sulle Province. De Anna: Bisogna pensare a un ente di area vasta inteso come istituzione che governa temi di respiro più ampio



di Elio De Anna

Nel dibattito avviato in questi giorni bisogna partire da un punto fermo e fondamentale: la Provincia è innanzitutto un’istituzione con dignità costituzionale. In Friuli Venezia Giulia questo ente “subisce” il fatto che la nostra Regione ha capacità ordinamentale e quindi una modifica dell'architettura regionale, Province comprese, non necessita di una negoziazione con lo Stato. Perciò una sua eventuale modificazione può avvenire con una proposta Consiliare, il Governo potrà impugnare la norma nel caso non la ritenesse conforme ai dettami costituzionali.

La Provincia, poi, non deve essere intesa come un ente intermedio tra Regione e Comune; se così fosse potrebbe essere abolita in quanto rappresenterebbe una parte sussidiaria all’una o all’altra istituzione. È più corretto, quindi, parlare di ente di area vasta, intendendo questa specificazione non una semplice sfumatura lessicale quanto invece come elemento sostanziale e pregnante: in questo ambito la Provincia va intesa come istituzione che governa i temi di “respiro più ampio” soprattutto di tipo amministrativo. In tal modo si alleggerisce da una parte la Regione dai suoi compiti e dall’altro si dà dignità operativa all’ente che così opererebbe laddove non potrebbero intervenire il comune perché di dimensione troppo piccola rispetto al tema in esame. Inoltre il “campanile” potrebbe tradursi in conflittualità quando il rapporto è tra Comune grande, medio e piccolo.

 

Il dibattito poi non può prescindere dal contesto di sostanza, più che di forma, dove ormai appare evidente che il tema sul futuro delle Province si sia trasformato in un confronto del tipo "panem et circenses": ossia dare in pasto ai leoni qualcosa, un qualcosa che allora erano i cristiani e oggi sarebbero invece le Province.

In questo contesto l’ente di area vasta potrebbe così evolversi: diventare un organismo ad elezione diretta del suo presidente, che si occupi di 4 o 5 cinque temi tipici dell’area vasta, sostenuto da un Consiglio di sindaci del territorio, senza una maggioranza politica precostituita. I temi dovrebbero essere commisurati ai principi di adeguatezza, semplificazione o sburocratizzazione e, se fosse possibile, anche unicità. Il Presidente, se i temi sono tipici dell’area vasta (trasporto pubblico e viabilità – ma qui esiste il problema di Fvg strade – tematiche ambientali, politiche attive del lavoro, edilizia scolastica e/o pubblica come ad esempio ciò che fanno le Ater) dovrebbe cercare di volta in volta una maggioranza che prescinde dalla sua collocazione politica e concentrarsi invece sulla tematica in questione.

Passando poi al tema specifico riguardante la Provincia di Pordenone, nelle disposizioni generali del Governo si sottolinea come sia possibile una certa flessibilità all’interno di determinati parametri per gli enti di area vasta, quali il numero di abitanti (350 mila) la superficie (2500 km quadrati) e il numero dei comuni (50). L’unico dato certo per il territorio pordenonese è quello dei 51 Comuni. Ecco allora nascere e trovare concretezza una nuova proposta, che guarda all'ottica di apertura e di reciproco interesse verso un’altra area vasta contigua al Pordenonese nella vicina regione del Veneto: il Portogruarese.

Ritengo sia maturo il tempo per rilanciare una proposta che consenta a Pordenone di raggiungere i requisiti insieme a questo territorio a noi contiguo, non nel senso dell’annessione, ma delle reciproche opportunità. I due territori hanno alcune significative realtà in comune: la Diocesi di Concordia-Pordenone, il tribunale, l’asta verticale della A28, il servizio idrico per gran parte del territorio. Questi elementi potrebbero preludere ad una ulteriore collaborazione nel campo dei servizi (rifiuti, sanità, istruzione universitaria) che, congiunti agli elementi precedenti descritti, mi fanno dire che potrebbe nascere la Provincia di Pordenone e Portogruaro.

In questo senso, quale sarà il percorso e il progetto dell’assessorato? L’iter prevede un primo incontro in programma giovedì 9 agosto con l’Upi (Unione delle Province del Fvg) con un atteggiamento di ascolto, dove sostanzialmente si ribadirà il pensiero appena esposto. Successivamente si terrà un incontro-audizione con la neo costituita commissione consiliare regionale e dare vita, mi auguro, ad un analogo percorso. Infine, se ci saranno le condizioni, un iter progettuale che porti ad un disegno di legge prima della chiusura della legislatura. È opinione dell’assessorato che in questo fase, tutti debbano superare i vincoli progettuali precostituiti. In poche parole bisogna sapersi mettere in discussione, a cominciare dal sottoscritto, che non ha alcuna verità in tasca. Il dibattito è ... aperto!

 
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