Lettera ai Soci dell'Unione Comuni Italiani per Cambiare Regione Stampa
Scritto da Francesco Frattolin   

Pubblichiamo la lettera di Francesco Frattolin, coordinatore dell'Unione comuni Italiani per cambiare regione

 

Sappada e Cinto ... rimandati a settembre

Prima di inviare un nuovo resoconto, aspettavo proprio di leggere, dal suo sito ufficiale, quanto fatto della Commissioni Affari costituzionali del Senato, ... ancora ferma ai lavori del 1° agorto. Delle sedute dal 2 agosto in poi, non è a tutt'oggi riportato nulla, ... rimandando tutto a settembre. C'eravamo illusi di un procedimento oramai sveltito, per questi due casi (quanto meno al Senato), invece dobbiamo rassegnarci alle frenate ed accelerate già conosciute in Parlamento.
Da notizie arrivatemi (credo, di terza mano !?!?!?! -da prendersi pertanto con le pinze- però uscite sempre dal Senato in quei giorni), la sintesi avuta è che Cinto e Sappada sono stati rinviati a settembre, perchè -se Cinto non ha problemi- Sappada pare di sì (ma, forse, può essere il contrario). In questo modo, è stato riferito, essi saranno messi insieme a tutti gli altri comuni (Lamon, ecc.) e si approveranno insieme. Qua c'è qualcosa che non quadra! A questo punto, sarebbe meglio dire, come una volta, che sono stati rimandati a settembre (ricordate, a scuola, chi non riuscivas ad essere promosso a giugno?). Fosse così, sarebbe un freno per questi due comuni, a favore di tutti gli altri veneti che nel frattempo si sono organizzati -ognuno per se- a smuovere le acque indignati per essere stati dimenticati. Si insegna che, per svuotare prima una bottiglia dal suo liquido interno, la si deve tener orizzantale e solo leggermente inclinata da una parte con pendenza tale da evitare rigurgiti, poichè se la si tiene in verticale, con l'idea far uscire più in fretta, l'aria -che deve entrarci per occupare lo spazio lasciato libero dal liquido (altrimenti il vuoto d'aria trattiene)- rallenta ed ingolfa. Dallo stesso informatore, ma da fonte più controllata, si sa che non sono stati presentati emendamenti; fatto importante per passare alla trattazione finale e voto anche subito, se non ci sono obiezioni, come pareva allora. Certo, la scadenza per gli emendamenti era alle 18, ... che è l'orario giusto -per i parlamentari non capitolini- di prendere l'aereo per tornarsene a casa. Però, rimandare tutto a settembre senza provare a chiudere l'iter in commissione, approfittando degli ultimi giorni ancora utili di lavoro, ... mi preoccupa. Non vorrei che, il sollevarsi di tutti gli altri casi, abbia creato -quanto meno- ressa e scompiglio, e ... si sa, se si vuol uscire dalla porta in più di uno alla volta, e magari in tanti contemporaneamente, non si riesce: forse passerà qualcuno, ma malconcio. Pertanto, ripeto a tutti, ci si deve muovere (eccome!), ma senza fare ressa, riconoscendo le precedenze che la politica ha deciso di dare (per non ridiscutere da capo), sapendo che ogni caso ha motivazioni e realtà proprie (che possono anche essere simili ad altri) e -appunto perchè tali- devono avere un iter procedurale distinto che non intacca altri casi, se non per il fatto di procedere assieme come Cinto e Sappada, ma separatamente, di modo che se qualcuno ha problemi, l'altro deve essere libero di proseguirwe (ed i casi in essere hanno tutti -chi più e chi meno, da soli o in gruppo- le loro specifiche peculiarità). I casi di Cinto e Sappada erano in calendario ancora fino a martedì 7 agosto (data di chiusura dei lavori al Senato), però mancavano ancora i pareri obbligatori delle due commissioni: la V Bilancio e quella -bicamerale- Affari regionali. Va detto, altresì, che -da Roma- c'è chi afferma di non preoccuparsi. Per non essere troppo delusi, possiamo aggiungere che: - mentre il disegno di legge per Sappada era stato 'incardinato' ed aveva iniziato la trattazione in Commissione già col 15/6/2010, poi sospeso per attendere i pareri delle due regioni e rimesso all'ordine del giorno col 17/7/2012; - quello per Cinto, è stato messo in calendario per la prima volta solo col 25/7 scorso!!! Va poi consideriamo che, in Commissione, si usa dire almeno due parole, sul tema (ancorchè non ci sia particolare discussione ed interesse), per poi rimandare l'atto ad altra seduta successiva; così per alcune volte, in modo che dopo un mesetto c'è stata la possibilità per chiunque -se voleva ed anche se qualche giorno era impegnato altrove- di poterlo trattare, in modo da permetttere l'approfondimento per poi passare al voto finale.

La Comm. Affari costituzionali al Senato

inizia l'iter anche di altri comuni (veneti e lombardi) Come accennato sopra, sono stati posti all'ordine del giorno (del 31 luglio 2012) altri disegni di legge, per essere trattati, a far data dal martedì 7 agosto, dopo essere stati posti in calendario ('incardinati') il 24/7/12:IX. Esame congiunto dei disegni di legge: 1. MOLINARI. - Distacco dei comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige ai sensi dell’articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Parere della 5ª Commissione) (1804) 2. DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MOLINARI. - Distacco dei Comuni di Valvestino e di Magasa dalla regione Lombardia e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige ai sensi dell’articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Pareri della 5ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali) (1805) X. Esame dei disegni di legge: 1. DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - DIVINA e Paolo FRANCO. - Distacco dei comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo dalla regione Veneto e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali) (672) 2. DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - VACCARI. - Distacco dei comuni di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia dalla regione Veneto e loro aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali) (1161) 3. VACCARI e DIVINA. - Distacco del comune di Lamon dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Pareri della 5ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali) (1349) 4. DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - DIVINA e VACCARI. - Distacco del comune di Pedemonte dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. (Parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
Riscontriamo delle discordanze sui pareri, obbligatori, da chiedersi alle due commissioni (5^ e Regionali) per ognuno dei vari dd.dd.ll., mentre leggiamo che vengono richiesti diversamente fra essi!!!! Come si può capire, dopo il senatore Divina, anche altri senatori -sollecitati dai comitati e/o dalle prossime elezioni- hanno ottenuto la calendarizzazione dei propri disegni di legge (costituzionali e no) per i comuni di cui si erano interessati. Altavalmarecchia, a Pennabilli, per ricordare e darsi da fare Da Pesaro, per sfotterli, qualcuno li ha definiti gli "esodati" (quei sette comuni che hanno esodato dalle Marche per passare all'E.-Romagna), dato che hanno lasciato Pesaro ma non rimaranno per molto a Rimini: provincia da sopprimere. Chiaramente, quelli del comitatone intercomunale (la presidentessa avv. Bianca Barbieri, per prima) non hanno fatto attendere la risposta ferma e pronta per confermare che: 1° i cittadini hanno scelto una regione: la Romagna, prima che la provincia di Rimini, di cui si sentono parte integrante; 2° sia la provincia di Forlì che Ravenna, a cui saranno aggregati, hanno una più vecchia esperienza amministrativa, rispetto a Rimini; 3° si potrà costituire la Romagna, provincia unica (con l'unificazine delle tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini). Domenica 29 luglio, al convegno per il 3° anniversario dalla legge per l'Altavalmarecchia, s'è trattato dell'esigenza di unità per la vallata (anche amministrativa) proprio in vista della riorganizzazone delle provincie, in modo da affrontarla come organismo unico, evitando di disperdersi separatamente e con lo scopo di mantenere una identità propria. Unità che non significa soppressione dei singoli comuni che potrebbero mantenere una loro specificità (identitaria e per i servizi a scala paesana), delegando però funzioni e servizi di scala maggiore all'organismo comune. Con Settimio Bernardi, e gli altri del comitato (Bianca Barbieri, Franco Vicini, Lorenzo Valenti, Ferruccio Cruciani, Natalino Capelli, Ortensio e Davide Cangini, Mariolino, ecc.), ci si è fermati a pranzare assieme lì, alla festa della trebbiatura, dove c'era anche Mario Giulianelli, membro del comitato di Montecopiolo (uno degli altri due comuni, con Sassofeltrio, che opera per passare dalle Marche all'E.-Romagna), ben convintissimo a continuare la procedura nonostante i futuri nuovi confini provinciali.
Montecopiolo e Sassofeltrio I comitati di questi due comuni (che dalle Marche vogliono passare all'E.-Romagna: da Pesaro Urbino a Rimini), dopo essere venuti a conoscenza del progresso in Senato per Cinto e Sappada, si sono lamentati coi propri referenti parlamentari, chiedendo fermamente a loro di procedere; sembra che qualcosa -anche per loro- torni a muoversi. Certo, hanno da poco ottenuto il parere positivo dalla regione acquisente, per cui porterebbero qualcosa di più in discussione parlamentare e, se anche manca quello delle Marche, abbiamo suggerito, a Mario Giulianelli, di non perdere tempo a parlarsi addosso fra di loro o fra di noi (mi continuava ad elencare le loro motivazioni) ma di puntare al Parlamento ed ai parlamentari, consegnando a loro qualsiasi altra 'carta' utile alla conoscenza del caso: - richiesta del comitato alle Marche per il pronunciamento; - la risposta nulla, della stessa regione, motivata dalla mancanza del disegno di legge governativo; - articoli giornalistici dove i rappresentanti di questa regione si esprimono negativamente (in modo che si acquisisca il loro pensiero, ancorchè negativo); - ecc. tanto per portare più materiale possibile in discussione parlamentare e permetterne una discussione, ricordando -nel caso di possibilità di modifiche/emendamenti- di inserire da subito in legge anche il cambio della giurisdizione del tribunale di competenza (ad evitare la necessità di una ulteriore legge successiva). Alla fin fine, è/sarà solo una volontà politica ... che supererà ogni altra cosa/aspetto/mancanza/ecc. Quanto suggerito per Montecopiolo, vale per tutti: muoversi ora perchè i politici e la politica ha perso i riferimenti e c'è uno scavalcarsi vicendevole per dare risposte ... agli elettori (o far finta, ma ... tant'è!), specialmente da parte di chi sta perdendo maggiormente consenso.
Pedemonte (Vi-Tn), Magasa e Valvestino (Bs-Tn)
Questi tre comuni, che hanno avuto approvato una mozione dalla regione T-S.T. (18/5/2010), la mandino in Commissione al Senato quale parere della regione acquisente, che ritengo chiarissimo e motivatissimo nel suo "sollecitare, nelle sedi competenti, il tempestivo e positivo esame dei disegni di legge costituzionale citati in premessa". Loro tre, che hanno già il Catasto dipendente da quello di Trento, essendo probatorio di tipo austriaco, devono puntare a queste caratteristiche per procedere. Aggiungano pure tutte le delibere di sostegno approvate da altri comuni trentini in loro favore: la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, il 16/3/2011, e -prima- i Consigli comunali di Folgarìa, Lavarone e Luserna.

Lamon

Renzo POLETTI, a seguito del risveglio della tematica dopo i casi di Sappada e Cinto C., si stà muovendo pure lui in cerca di appoggi per riprendere la strada interrotta in Assemblea alla Camera. Infatti, loro hanno già avuto il parere positivo dalla Comm. Affari costituzionali, già nella passata legislatura, e l'hanno recuperato in questa (entro i primi 6 mesi) per rimandarla in discussione in aula, dove s'è arenata. Figuratevi! C'erano parlamentari di suo riferimento (chi l'ha presentato in commissione al Senato) che neppure sapevano che fosse in questa situazione, o se n'erano dimenticati!!! Ciò, per ribadire che: bisogna darsi da fare!!! Ovviamente, quando i momenti sono propizi. Sembra che qualcosa si stia muovendo.
Zeri (Massa Carrara) Egidio Pedrini, sindaco di questo comune (il più a nord'ovest della Toscana, il più a nord è Pontremoli del sindaco Ferri, figlio dell'ex ministro), non ci sta a vedesi trasferito da Massa-Carrara al nuovo capoluogo provinciale che sarà tra Livorno e Prato, a circa 180 km di distanza, ed ha deciso di operare per essere aggregato alla molto più vicina provincia di La Spezia, che dista ..., udite, udite circa 30 km!!!! Il problema è che si tratta di cambiare regione, e qui tutto si complica, specialmente per il fatto che dei circa 1200 abitanti, iscritti alle liste elettorali sono sui 1.100, di cui 600 (la metà) residenti all'estero!!! Per arrivare al quorum, dovrebbe veder votare SI' tutti i residenti in loco!!!! Se non è un'ingiustizia, questa, non saprei come definirla. Ma il sindaco è deciso a dare battaglia, pur di cambiare di regione per dare le giusta collocazione territoriale al suo comune e, conseguentemente, le risposte adeguate -in termini di sevizi e quant'altro- alla sua popolazione. Già senatore dal 2001 al 2006 e onorevole dal 2006 al 2008, vuole mettere a frutto tutte le sue conoscenze personali e istituzionali, parlamentari e ministeriali, per riuscire nell'impresa. Egli ha spronato questa nostra Unione a riprendere la voglia di combattere, unendo le forze con lui e chi altri per arrivare a questi obiettivi di giustizia, democrazia e libertà!
San Michele al Tagliamento: comune condannato ad entrare nella città metropolitana di Venezia?
Ieri sera, alcuni cittadini di questo comune hanno costituito il 'Comitato 2012 pro Friuli di San Michele al Tagliamento' per ricordare ai dimenticoni, far conoscere agli ignoranti e premere su quanti volessero far calare dall'alto scelte illogiche per questo comune (la città mtropolitana di Venezia piuttosto che Treviso), che l'unica strada da intraprendere è quella per la riaggregazione al Friuli. Che porti al prossimo referendum del 2014 (il primo fra quelli da ripetersi) forse è presto per dirlo, però i presupposti ci sono tutti.

Saluti,

Francesco (che si fa le sue vacanze praticamente a casa, nella sua Bibione: in spiaggia e in mare; auguro a tutti di fare altrettanto ognuno dove si trova, che sia campagna o città, al mare o ai monti) Allego, predisposte dal nostro consulente giuridico, dott. ric. Fabio Ratto Trabucco (che non smetto mai di ringraziare per quanto fa, unitamente a Gianluca Falcomer diCinto C., segr. del Mov.Prov.PN-Portogruaro, che aggiorna il nostro sito sui dati e documentazione ricevuta da FRT), delle tabella delle varie tornate referendarie: - con specificato meglio il peso degli iscritti all'AIRE; - con gli eventuali pareri ricevuti dalle regioni; - i disegni di legge (al Senato) e progetti di legge (alla Camera) presentati per i vari casi in questa XVI legislatura.
 
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