Venezia con Padova, il Pdl si ribella Lega contro Lega. Il caso in parlamento
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Il Veneto liltiga. L’Udc alla Camera chiede al ministro di fermare il progetto. Muraro fa pressing su Mogliano per bloccare Treviso. Gobbo insiste: «Pa.Tre.Ve, perché no?»

PADOVA - «Bufala», «blitz» e «colpo di mano». E se non basta anche «fumo negli occhi» e «una cavolata pazzesca». Almeno per una mattina il Pdl e la Lega provano a ricompattarsi. E, per esprimere la loro contrarietà al matrimonio metropolitano tra Venezia e Padova, si danno appuntamento a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova.

Ci sono il vicegovernatore del Veneto Marino Zorzato, il presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, la numero uno della Provincia Barbara Degani e i parlamentari Lorena Milanato (Pdl), Maria Elisabetta Casellati (Pdl), Maurizio Saia (Misto) e Massimo Bitonci (Lega) e tutti consiglieri comunali azzurri e pure quelli del Carroccio. E poi ci sono anche i sindaci e gli assessori di 10 Comuni padovani (Limena, Mestrino, Casalserugo, Villafranca, Veggiano, Vigonovo, Saccolongo, Legnaro, Albignasego e Vigonza), tutti decisamente contrari alla proposta di Zanonato e Orsoni. «Siamo di fronte a un’operazione politica targata Pd, che non è purtroppo la sigla di Padova ma quella del Partito democratico. Zanonato - attaccano gli azzurri e i verdi - dopo aver svenduto, in fretta e furia, la nostra multi-utility Acegas- Aps ai suoi compagni bolognesi di Hera, adesso pensa di ripetersi. E, con lo stesso metodo, crede di far diventare i padovani sudditi dei veneziani».

 

A sentire i rappresentanti dei due partiti, il sospetto è che questa operazione sia una mossa per non far parlare dell’aumento dell’Imu e dei disastri che coinvolgono le due città. «Da padovano - incalza Zorzato - io non ci sto a dover pagare le bollette a Bologna e andare all’anagrafe a Venezia. Basta perdere tempo con queste cavolate, pensiamo alle cose serie». Dello stesso parere Massimo Bitonci che denuncia la «mancanza di democrazia di Zanonato, capace solo di fare dei diktat». Sul terzo fronte metropolitano, in soccorso dei colleghi leghisti padovani arriva anche il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro che continua a fare muro contro la proposta e sta facendo pressing su Mogliano e Preganziol per evitare che il capoluogo della Marca confini con Venezia e blocchi così ogni passaggio (sulla base del principio che chi non confina non salta dall’altra parte). «Non vedo nulla di concreto - insiste Muraro - ma la mia idea è che ognuno conservi la sua identità». Il fronte dei «divorzisti» della Lega però non è unitario.

continua

 
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