Zaia incontra i referendari Stampa
Scritto da Gianluca Falcomer   

Longarone, sabato 10 Novembre 2012

Il Presidente Zaia ha incontrato i rappresentati dei comuni referendari del Bellunese e di Cinto Caomaggiore nel tavolo organizzato da Diego Vello - segretario della Lega Nord Belluno - nell'ambito della festa dei popoli dolomitici. Erano presenti Siro Bigontina per il comitato di Cortina, Renzo Poletti per Lamon, Giovanni Reato per Sovramonte, il Sindaco di Arsiè, Alessandro Mauro per Sappada, Bronccon per il Bard e, fuori provincia della provincia dolomitica, Gianluca Falcomer per il comitato di Cinto Caomaggiore. In sala assistevano al dibattito Francesco Frattolin, storico referendario di San Michele al Tagliamento nonché coordinatore dell'Unione Comuni Italiani per cambiare regione e Francesco Rodighero per l'Altopiano di Asiago. Oltre al Presidente Zaia sedeva l'onorevole Matteo Bragantini, già firmatario di disegni di legge aggregazionisti per alcuni comuni e il vice presidente del consiglio regionale veneto Matteo Toscani, promotore con il collega friulano Franz dell'audizione di Luglio alla Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato per Cinto e Sappada.

Dopo una presentazione dei Comitati, delle ragioni che stanno alla base delle rivendicazioni dei singoli comitati e di quanto questi si aspettano dal movimento padano, è intervenuto Zaia riconoscendo legittime le richieste dei comuni referendari, ha dichiarato di sostenere le cause di questi promosse oltre a esprimere la sua convinta battaglia a favore dell'autonomia del Veneto, sottolineando anche la netta propensione dei cittadini del Veneto all'indipendenza della regione. Per quanto concerne Cinto ha ribadito l'inutilità della Città metropolitana, sostenendo che intere campagne lo dividano dall'agglomerato urbano di Venezia, caratteristica condivisa d'altro canto anche dagli altri comuni del Portogruarese.

Il nocciolo della questione per Zaia è che la battaglia di questi comuni rappresenta un'occasione essenziale per la rivendicazione autonomista veneta, fatto che rafforza e contesta ulteriormente a Roma il riconoscimento di un Veneto autonomo così da giustificare il suo appoggio volto alla definitiva aggregazione di questi ad altra regione. Proprio su tale dichiarazione è intervenuto Alessandro Mauro, portavoce di Sappada << Dato che il passaggio dei comuni referendari rafforza la causa autonomista, è pronto a sollecitare l'iter parlamentare di Sappada e Cinto?>>. A quel punto Zaia ha dato la sua disponibilità a scrivere lui stesso al Senato.

Per Zaia Cinto e Sappada devono andar in Friuli perché così deciso dai Cittadini, ma soprattutto perché fondamentale alla sua battaglia autonomista.

 
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