Pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca Stampa
Scritto da Gianluca Falcomer   

Diceva un vecchio della politica: pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca.

Leggo con finto stupore e spiritoso fervore una notizia che sembra uscita dal canestro delle stupidità. Vogliono farci credere che la costruzione della RSA sia legata alla futura collocazione regionale di Cinto Caomaggiore. Non mi dilungherò molto nella risposta.

Primo, che nel comune di Cinto si siano tenuti non uno, ma ben due referendum (1991 e 2006) per il Friuli lo sanno tutti. Tra l'altro notizie dell'ultimo "plebiscito" sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2006 e n. 93 del 21 aprile 2006 a cura della "sconosciuta" ed "irrilevante" Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comunque, nell'era di google basta digitare "Cinto" perché appaiano evidenti risultati su Cinto & Friuli.


Secondo, se il Veneto permette di costruire la RSA a Cinto e questo se ne va, al Veneto non cambia nulla perché le spese saranno a carico del Friuli, anzi ci guadagneranno pure i vicini comuni veneti per i quali si apre la prospettiva di costruire nuovi posti.

Terzo, se è vero che non conviene fare la RSA a Cinto perché va in Friuli, come mai ci sono tuttora degli interessati a costruirla al posto di questa azienda?

Insomma, alla luce di tutto quanto detto, se è vero che pensare male è peccato ma spesso ci sia azzecca, cosa ci sta veramente sotto? Per aver la risposta, forse, bisognerebbe fare un giretto nella zona del Brenta...

 


Maxi risarcimento per la casa di riposo

CINTO. Un risarcimento di 1.300.000 euro, tanto potrebbe costare al Comune la voglia di Friuli. La richiesta è stata avanzata dal presidente della società Paolo Della Bella, impresa che avrebbe...

CINTO. Un risarcimento di 1.300.000 euro, tanto potrebbe costare al Comune la voglia di Friuli. La richiesta è stata avanzata dal presidente della società Paolo Della Bella, impresa che avrebbe dovuto realizzare la casa di riposo, con tanto di progetto di sicura realizzazione e con chiavi in mano nel 2012. Venne stipulata una convenzione tra Comune ed impresa, ed in attesa delle decisioni della Regione Veneto sull'aumento del numero dei posti letto assegnati,(da 90 a 120) iniziò per il paese l'attesa e molti anziani si recano ancora oggi a visitare il luogo della costruenda casa di riposo. Ora la delibera del Veneto è sospesa, il Friuli non può dare soldi a un Comune che non è ancora entrato nella sua Regione e l’impresa è rimasta con il cerino in mano.

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