Amministratori sotto accusa PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 11:17

Inserito il 19 settembre 2006 alle 18:04:00 da gianluca. IT - News articolo apparso su www.convergenzaperilfriuli.it il 07/09/06

«Col referendum del 26 e 27 marzo 2006 i cittadini residenti a Teglio e Cintello hanno risposto sì al passaggio in Friuli», ma «i nostri politici operano contro il volere della gente»: è l’amara constatazione del volantino diffuso ad agosto dal “Comitato Pro Friuli”, dopo che l’amministrazione del Comune friulano, a tutt’oggi aggregato alla Provincia di Venezia, si è rifiutata di discutere pubblicamente i risultati della consultazione popolare in una seduta pubblica di consiglio comunale e dopo che si è rimessa in moto la campagna politica per la costituzione di una nuova Provincia tra San Donà e Portogruaro

 

 

 

Il documento del “Comitato Pro Friuli”, oltre a riproporre i dati dei referendum istituzionali del marzo 2006 (che hanno coinvolto anche i Comuni di Pramaggiore, Cinto Caomaggiore e Gruaro), mettendoli a confronto con il referendum autogestito del 29 settembre 1991, ribadisce la convinzione che «la volontà di tornare in Friuli rimane forte ovunque» anche se i politici veneti o filo veneti nulla han fatto per rispettare tale volontà. Nel caso specifico di Teglio, il volantino ribadisce che «911 elettori, pari all’86%, hanno votato sì, mentre il no ha contato solo 145 voti, pari al 14%. Se la legge che noi riteniamo antidemocratica, non prevedesse di tener conto anche dei 310 residenti all’estero, la proposta sottoposta a referendum risulterebbe approvata». A fronte di questi dati, i friulanisti del Mandamento di Portogruaro ritengono offensivo «sentirci dire dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Venezia e, peggio ancora, dai nostri politici locali che la nostra gente ha deciso di restare nel Veneto». Ciò è ritenuto falso, poiché «più della metà dei cittadini residenti nei nostri Comuni vuole aggregarsi al Friuli» e alla gente «è stata negata la possibilità di migliorare sensibilmente la propria vita». La consultazione popolare del marzo 2006 ha offerto un risultato ritenuto eccezionale, dal momento che «quasi tutti i partiti politici e le associazioni sindacali e di categoria si sono espresse contro il referendum, dimostrandosi sottomessi ai voleri delle loro segreterie provinciali e regionali». Il volantino denuncia in modo particolare quegli amministratori comunali che «hanno invitato, chi pubblicamente e chi in privato, a votare no o a non andare a votare» e cerca nuovamente d’infrangere l’ordine di «fare silenzio e che tutto cada nel dimenticatoio». Per questo, ricordano i friulanisti del Mandamento di Portoguraro abbiamo scritto «ai sindaci e agli amministratori di discutere subito i risultati in una seduta pubblica di consiglio comunale per riconoscere questo volere della gente e per programmare le azioni future». Ma «a tutt’oggi non abbiamo avuto alcuna risposta!». Alla classe politica filo veneta il volantino ricorda infine che «la maggioranza dei cittadini di Teglio e Cintello ha scelto il Friuli e non la Provincia con San Donà». Pertanto, «considerato questo risultato forte e chiaro, non possiamo permettere alle nostre amministrazioni comunali di continuare ad appoggiare l’istituzione della nuova Provincia tra San Donà e Portogruaro imponendola dall’alto (infatti non è programmato alcun referendum) senza il volere della gente che si è espressa a stragrande maggioranza per il ritorno in Friuli».

 
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