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Dalla Sicilia alla Liguria PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:44

Nuovo caso, anzi a quanto si sa sembra già tempo, di Movimento aggregazionista. La Regione interessata è la Sicilia. Quancuno, da inossidabile scettico (come se la Questione di Confini regionali sia una problematica meramente economica, dirà:: un'altra Regione a statuto speciale che attira a sè una territorio di una Regione a statuto ordinario. Beh, è qui la sorpesa. Il Comune di Pace del Mela (provincia di Messina) è attraversato da un movimento che già da tempo chiede l'aggregazione alla Regione "continetale" della Liguria. La cosa non è semplicemente una boutade propagandistica, sta di fatto che il comune di Pace del Mela è una delle zone più inquinate della Sicilia e nonostante gli sforzi della popolazione locale tentino di dialogare con la regione, questa non si cura della questione, da ciò la decisione di cambiare Regione. Non un semplice capriccio per chi conosce la questione. L'inerzia cronica della regione mette costantemente a rischio salute la popolazione. E per chi pensasse che la questione riguardasse solo il comune e al massimo la regione si sbaglia. Infatti, è già stato coinvolto il Presidente della Regione Liguria Sandro Biasotti che ha già dato la sua disponibilità ad una eventuale ingresso di Pace qualora sia intrappeso il percorso istituzionale prescritto dall'articolo 132, comma 2 della Costituzione. Come si può evincere, siamo di fronte ad una situazione del tutto seria. Ora staremo a vedere come va finirla, se ci sarà un Referendum e il relativo proseguio.

 
Il Cadore scosso da una voglia di Friuli PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:44

Ora, anche, nel Cadore si scorge la voglia di Friuli. In un articolo apparso nel sito www.discoveryalps.it,"Dal Cadore nuovi impulsi secessionisti" Martedì, 8 Novembre 2005. Dopo Lamon, Sovramonte, Teglio, Gruaro, Cinto Caomaggiore e Pramaggiore in Veneto sembra che anche i comuni confinati del Cadore sentano la necessità di distaccarsi dal Veneto ed aggregarsi al Friuli Venezia Giulia. Volontà condivisa con Lamon e Sovramonte, problemi di montagna comuni e comune abbandono. Forse ci si trova difronte ad una nuova prova per l'autodeterminazione delle popolazioni, certo è che il Friuli Venezia Giulia ha già chiarito, in seno al proprio Consiglio, durante il voto su Cinto, che non è disponibile ad inserire nel proprio territorio comuni che non sono appertenuti al Friuli storico. Quindi godrebbero di questa intenzione solamente il Mandamento di Portogruaro e a Sapada, escludendo così le altre comunità di confine. A detta dell'articolo sopraccitato i comuni codorini coinvolti: Lorenzago, Vigo e Sapada.

 
Nuova regione 'Molisannio' PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:43

i piccoli comuni scrivono a Casini 2006-01-04 17:41:01 Costituzione di una nuova regione chiamata "Molisannio": quattordici Ccomuni scrivono al presidente della Camera, Pierferdinando Casini. Ecco il testo della lettera. lettera a Casini, quando era Presidente della Camera Sig. Presidente, non le sarà sfuggita sicuramente la straordinaria mobilità istituzionale delle piccole comunità locali come tentativo di risposta al disagio sociale e se vogliamo alla colpevole assenza della politica. Un fenomeno che attraversa per intero tutto lo stivale, senza nessuna distinzione nord-sud, sviluppo-sottosviluppo. A Lamon, un piccolo comune del Veneto il 97% dei cittadini elettori partecipa al referendum consultivo e vota favorevolmente la proposta di passare con il Trentino Alto Adige. A Lampedusa chiedono con forza di aderire alla provincia di Bergamo. Faeto un piccolo comune della provincia di Foggia scrive al Console francese a Napoli e chiede in nome delle proprie origini franco-provenzali di essere trasformato in una sorta di protettorato francese in terra italiana. Quattordici piccoli comuni campani della provincia di Benevento, chiedono di passare con il Molise per costituire una nuova regione: ³ il molisannio². Una decina di piccoli comuni pugliesi della provincia di Foggia: Carlantino, Roseto, Alberona, Chieuti, Volturara, Volturino, Castelnuovo della Daunia, hanno deliberato o si apprestano a farlo per chiedere al Presidente Ciampi, secondo le modifiche del Titolo V della Costituzione, la possibilità di poter indire referendum consultivi per passare con la Regione Molise o costituire pure loro una nuova regione: ³la Moldaunia². Tre piccoli comuni della provincia di Avellino chiedono di passare con la Regione Puglia e uno di questi Savignano Irpino ha già chiesto di poter indire il referendum e la popolazione locale ha disertato al 95% le consultazioni regionali del 2005. In altre regioni italiane la spinta alla costituzione di nuove province, nuovi assetti istituzionali è sempre più forte e nelle comunità locali sembra prevalere l¹idea che la mobilità istituzionale è la risposta giusta, molto spesso anche a nuovi egoismi sociali. Purtroppo, tutto questo nel silenzio assordante della politica sempre più avvitata su se stessa e ormai lontana dal Paese reale. Non c¹è una politica condivisa, che parte dal basso, sulle emergenze ambientali, sull¹energia, sulla viabilità e sui trasporti, sui temi strategici per il futuro dell¹Italia. Basti pensa che l¹Adsl, l¹internet veloce, ai piccoli comuni è sostanzialmente negato per rendersi conto pienamente dello stato di disagio in cui versano le piccole comunità, costrette a subire scelte, alcune volte anche giuste, ma calate con prepotenza dall¹alto e quindi osteggiate dalle comunità, con grave danno per tutti. Per queste ragioni il coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani organizza per sabato 14 gennaio 2006 nella sala consiliare del piccolo comune di Carlantino in provincia di Foggia, una riflessione nazionale con i Sindaci dei piccoli comuni sul tema: ³La mobilità istituzionale delle piccole comunità come risposta al disagio sociale ed all¹assenza della politica². Un tentativo estremo di aprire uno squarcio nell¹indifferenza generale della politica per arrivare ad un dibattito serio e soprattutto ad una presenza vera nei programmi politici dei due schieramenti, con proposte serie e condivise dal basso. A Carlantino chiederemo alla politica italiana di candidare, in tutte le liste elettorali un buon numero di Sindaci di piccoli comuni per avere nel parlamento italiano quella sensibilità necessaria per avviare quel grande cambiamento che da sempre aspettano dieci milioni di cittadini che vivono nelle piccole comunità italiane. Rocchetta Sant'Antonio, 04 gennaio 2006 Virgilio Caivano Portavoce Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni

 
La Patria Ladina PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:43

Sono passati ottant'anni da quando Cortina d'Ampezzo fu annessa al Veneto per decisione calata dall'alto. Stessa sorte seguirono i comuni ladini di Colle Santa Lucia e di Livinallongo del Col di Lana. Annessione mal digerita e soprattutto mai accettata. Siro Bigontina, attuale Presidente della "Union de i Ladis d'Anpezo", associazione culturale ampezzana, non ha dubbi: è giusto chiedere ai cittadini di Cortina cosa ne pensino della riunificazione delle comunità ladine dolomitiche. Evento che richiede un Referendum. Proprio quel tipo di Referendum che tanto fa arrabbiare i Partiti di Potere Veneti. Inutile parlare di una Provincia Ladina (troppi pochi abitanti), ma sicuramente possibile parlare di riunione sotto una Provincia già esistente. Quella di Bolzano rappresenta un ente già predisposto alla Tutela della Minoranza Ladina, la cui stessa struttura politico amministrativa tiene conto della realtà ladina mediante accorgimenti statutari accorti e puntigliosi, senza poi descrivere il livello ottimale raggiunto in campo di tutela linguistica e culturale. Sicuramente la sensibilità dei politici veneti si dimostrerà ostile e minacciosa. Quel che pensi Bolzano, ancora non si sa. C'è da augurarsi vinca il buonsenso e la democrazia.

 
Parola d'Ordine: Riunire il Friuli PDF Stampa E-mail
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:42

«Sono molto soddisfatto che il Consiglio regionale abbia dato parere favorevole allo schema del disegno di legge costituzionale per l’aggregazione del comune di Cinto Caomaggiore. Questo comunque deve essere solamente il primo passo per riportare al Friuli tutti i comuni che si sentono friulani. Un processo che dovrà riguardare anche quelli che hanno espresso a grande maggioranza attraverso il referendum la volontà di riaggregarsi al Friuli storico ma che, per un soffio, non hanno raggiunto l’altissimo quorum previsto. La Provincia di Udine, da parte sua, farà tutto il possibile affinché questo processo di riunificazione vada avanti. Mi riferisco anche a Sappada che, pur appartenendo alla diocesi di Udine, è ancora del Veneto». Il presidente Strassoldo ha voluto inoltre rispondere all’attacco lanciato dal presidente del Veneto, Giancarlo Galan che parla, riferendosi al distacco di Cinto, di “un’idiozia politica”. «Di fronte all’arroganza politica del presidente del Veneto, esprimo tutta la mia indignazione e vorrei che tutta la classe politica del Friuli Venezia Giulia fosse unita affinché le comunità friulane che desiderano aggregarsi alla nostra regione lo possano fare. A queste ultime, tutta la mia solidarietà. Queste esternazioni di Galan dimostrano fondate le motivazioni di chi è pienamente intenzionato a scappare dal Veneto.

 
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