Comunicato Stampa dei Sindaci Comunità Montana Alta Valmarecchia Novafeltria Stampa
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:38

Comunicato stampa Dichiarazione unitaria dei Sindaci dei Comuni dell’alta Valmarecchia SI’ ALLO SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM PER L’ALTA VALMARECCHIA UNITA NELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA I Sindaci dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello, proporranno ai rispettivi Consigli Comunali di richiedere l’indizione del Referendum popolare ai sensi dell’art. 132, secondo comma, della Costituzione Repubblicana, per il passaggio dei Comuni dell’alta Valmarecchia nella Regione Emilia-Romagna. Perchè il Referendum. Situazione della Valmarecchia La valle del Marecchia, divisa istituzionalmente tra le Regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana e le Province di Arezzo, Forlì-Cesena, Pesaro e Urbino e Rimini, è, per tantissimi aspetti, un’entità territoriale unica ed inscindibile, che richiede programmazioni ed interventi unitari. L’area montana della Valmarecchia vive le tipiche problematiche delle aree appenniniche, caratterizzata da una bassa densità di popolazione (anche se stabile da 30 anni) e da difficoltà nello sviluppo, a cui devono aggiungersi i ricorrenti tentativi di restrizione dei servizi pubblici statali. Ma l’area appenninica, per la sua estraneità al modello di crescita della produzione, dei consumi e dei servizi proprie delle realtà urbane, ha il vantaggio della qualità del territorio che si manifesta nella conservazione di valori ambientali e culturali propri ed irripetibili, che, in qualche modo, fanno da contrappeso alle difficoltà e migliorano la qualità della vita. In più, la zona montana (l’alta valmarecchia), “cuore” del Montefeltro, possiede un grandissimo patrimonio ambientale e culturale, in alcuni casi unico. L’area collinare e pianeggiante della Valmarecchia, vive al tempo stesso i fenomeni tipici delle aree intensamente sviluppate. E’ caratterizzata da una forte antropizzazione, da una immigrazione costantemente in crescita e da una notevole vivacità economica. Soprattutto con l’area del riminese, una parte rilevante della popolazione e degli operatori economici dell’alta valle, sviluppano, naturalmente e storicamente, le loro relazioni. Esiste di fatto una forte integrazione nel campo economico, culturale e sociale. Forte integrazione con Rimini che non si è però tradotta in una adesione acritica al “modello riminese” o nella perdita di identità dell’alta Valmarecchia, che è il “cuore” del Montefeltro. Uno dei maggiori freni all’ottimale integrazione dell’area è costituito da una viabilità assolutamente inadeguata alle esigenze della popolazione e dell’economia dell’alta Valmarecchia. La complessità del governo nella Valmarecchia Nel campo dei servizi pubblici, la divisione istituzionale del Bacino del Marecchia (in tre Regioni e quattro Province) richiede una più complessa azione di governo, che deve tradurre in concreti fatti amministrativi e istituzionali un obiettivo generale – a livello di principio largamente condiviso - di integrazione dei servizi e dei territori. D’altra parte la lontananza del territorio dell’alta Valmarecchia rispetto al capoluogo di Provincia (Pesaro) e Regione (Ancona), ha permesso all’alta Valmarecchia di essere dotata di un accettabile standard (seppur da migliorare) di servizi pubblici, per certi aspetti migliore rispetto ad altre realtà montane delle Marche. La necessità di un governo unitario della Vallata del Marecchia, fortemente limitata oggi da una elevata frammentazione amministrativa, può teoricamente trovare sbocco attraverso due soluzioni: 1)un governo interregionale ed interprovinciale dell’area, sul quale occorre constatare, che, finora, i vari tentativi hanno prodotto risultati poco soddisfacenti (in primis la non risoluzione della questione della viabilità); 2)la semplificazione istituzionale e cioè che la Vallata del Marecchia faccia parte di una stessa Regione, che, di fatto, può essere solo l’Emilia-Romagna. Gli interrogativi della popolazione. L’opportunità del Referendum. La nostra popolazione, da sempre, si interroga (spinta dalle relazioni “naturali” svolte all’interno del bacino del fiume Marecchia), se l’alta Valmarecchia debba o meno passare nella Regione Emilia-Romagna Provincia di Rimini: su una questione così complessa, importante e strategica, le istituzioni locali, in passato, hanno sempre sostenuto che dovevano potersi esprimere – dopo un dibattito approfondito - tutti i cittadini, auspicando per tale finalità l’emanazione di norme legislative che permettessero, realmente, l’espressione della volontà delle popolazioni interessate. La verifica della volontà delle popolazioni interessate è oggi possibile grazie alla novità introdotta dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 334/2204 che ha dichiarato l’incostituzionalità di parte dell’art. 42, secondo comma, della legge 25 maggio 1970 n. 352. Prima di tale Sentenza, il Referendum era teoricamente possibile ma praticamente impossibile. Ora, di fronte al dibattito da sempre presente in alta Valmarecchia – sollecitato dal Comitato per il referendum recentemente costituitosi - circa l’opportunità o meno di staccarsi dalla Regione Marche ed aggregarsi alla Regione Emilia-Romagna, motivata sia da ragioni storiche, culturali, economiche, sia da diverse prospettive strategiche di governo dell’alta valmarecchia, i Sindaci ritengono che sulla questione debbano esprimersi i cittadini dei Comuni dell’alta Valmarecchia, attraverso il Referendum ai sensi dell’art. 132, secondo comma, della Costituzione Repubblica. I Sindaci ritengono che sia opportuno concludere con una pronuncia dei cittadini un interminabile dibattito che se lasciato nell’indeterminatezza rischia solo di creare incertezza nell’azione amministrativa e danni alla popolazione della vallata. Le modalità del Referendum: UN REFERENDUM UNITARIO DI VALLATA E NON DEI SINGOLI COMUNI Essendo una delle motivazioni alla base della proposta di Referendum, quella del superamento della frammentazione amministrativa oggi esistente nella vallata del Marecchia, i Sindaci proporranno ai rispettivi Consigli Comunali di richiedere l’indizione del Referendum di cui all’art. 132 Cost. con un quesito identico e riguardante tutti i Comuni dell’alta Valmarecchia e non i singoli Comuni: si richiederà dunque ai cittadini se sono d’accordo o contrari al passaggio di tutti i Comuni (insieme) nella Regione Emilia-Romagna: cioè, o tutti o nessuno. La formulazione di tale quesito del Referendum (per il distacco dell’intera zona e non dei singoli Comuni) è considerata possibile dall’Unione comuni italiani per cambiare regione e comunque, per scrupolo (poiché, a quel che si è appreso, sarebbe il primo caso in Italia), si effettuerà una verifica legale anche in relazione alle specifiche condizioni per la validità del referendum. In caso di affermazione dei SI’ al distacco, i Comuni richiederanno, com’è naturale, l’inserimento nella Provincia di Rimini. Si propone il Referendum unitario per tutti i Comuni al fine di conservare comunque l’unità del territorio dell’alta Valmarecchia, che da sempre vive in maniera coesa, fortemente e necessariamente integrata. I Sindaci sono assolutamente contrari alla frammentazione dell’alta Valmarecchia. Nell’ipotesi, scongiurata, che la proposta di referendum unitario non dovesse essere tecnicamente possibile, i Sindaci ricercheranno comunque, prima dell’adozione delle deliberazioni di richiesta di indizione del referendum, altre modalità giuridiche e, in ultima analisi, politiche (fino alla richiesta di non procedere eventualmente con la legge per l’aggregazione alla nuova Regione), per evitare quell’inaccettabile, assurdo, deleterio, frazionamento dell’alta valmarecchia che potrebbe scaturire da una diversità di espressione di voto nei singoli Comuni. Di quanto sopra saranno chiaramente edotti i cittadini prima del voto. La campagna referendaria Contestualmente all’adozione delle deliberazioni di richiesta di referendum da parte dei Consigli Comunali, dovrà approvarsi il programma (da definirsi d’intesa con il Comitato promotore del referendum e con gli eventuali comitati per il sì e per il no) della campagna del referendum, nel quale siano individuate le iniziative volte a fornire tutte le informazioni, le possibili comparazioni, al fine di porre i cittadini nella condizioni per una valutazione ponderata delle opportunità/rischi connessi alle diverse scelte. I Sindaci auspicano che si sviluppi sulla questione un dibattito sereno, al quale partecipino i cittadini, le forze politiche, sociali, sindacali, di categoria e le Regioni Marche ed Emilia-Romagna, le Province di Pesaro Urbino e Rimini, portando ciascuno il proprio punto di vista. Si augurano inoltre che tutti comprendano che l’alta Valmarecchia deve portare a conclusione questo dibattito storico, con un voto dei cittadini che sempre e in ogni caso è la miglior scelta democratica che si possa compiere. E’ un momento importante, di grande valore democratico, nel quale la Valmarecchia, potrà riflettere su se stessa, e ipotizzare scenari di sviluppo futuro. Di quanto sopra i Sindaci hanno informato il Presidente della Giunta Regionale delle Marche ed il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino. Novafeltria, 27 gennaio 2006 Martina Brizzi, Sindaco di Casteldelci Franco Sartini, Sindaco di Maiolo Gabriele Berardi, Sindaco di Novafeltria Stefano Paolucci, Sindaco di Pennabilli Dario Giorgini, Sindaco di San Leo Goffredo Polidori, Sindaco di Sant’Agata Feltria Rolando Rossi, Sindaco di Talamello