Nuova regione 'Molisannio' Stampa
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Giovedì 03 Marzo 2011 13:43

i piccoli comuni scrivono a Casini 2006-01-04 17:41:01 Costituzione di una nuova regione chiamata "Molisannio": quattordici Ccomuni scrivono al presidente della Camera, Pierferdinando Casini. Ecco il testo della lettera. lettera a Casini, quando era Presidente della Camera Sig. Presidente, non le sarà sfuggita sicuramente la straordinaria mobilità istituzionale delle piccole comunità locali come tentativo di risposta al disagio sociale e se vogliamo alla colpevole assenza della politica. Un fenomeno che attraversa per intero tutto lo stivale, senza nessuna distinzione nord-sud, sviluppo-sottosviluppo. A Lamon, un piccolo comune del Veneto il 97% dei cittadini elettori partecipa al referendum consultivo e vota favorevolmente la proposta di passare con il Trentino Alto Adige. A Lampedusa chiedono con forza di aderire alla provincia di Bergamo. Faeto un piccolo comune della provincia di Foggia scrive al Console francese a Napoli e chiede in nome delle proprie origini franco-provenzali di essere trasformato in una sorta di protettorato francese in terra italiana. Quattordici piccoli comuni campani della provincia di Benevento, chiedono di passare con il Molise per costituire una nuova regione: ³ il molisannio². Una decina di piccoli comuni pugliesi della provincia di Foggia: Carlantino, Roseto, Alberona, Chieuti, Volturara, Volturino, Castelnuovo della Daunia, hanno deliberato o si apprestano a farlo per chiedere al Presidente Ciampi, secondo le modifiche del Titolo V della Costituzione, la possibilità di poter indire referendum consultivi per passare con la Regione Molise o costituire pure loro una nuova regione: ³la Moldaunia². Tre piccoli comuni della provincia di Avellino chiedono di passare con la Regione Puglia e uno di questi Savignano Irpino ha già chiesto di poter indire il referendum e la popolazione locale ha disertato al 95% le consultazioni regionali del 2005. In altre regioni italiane la spinta alla costituzione di nuove province, nuovi assetti istituzionali è sempre più forte e nelle comunità locali sembra prevalere l¹idea che la mobilità istituzionale è la risposta giusta, molto spesso anche a nuovi egoismi sociali. Purtroppo, tutto questo nel silenzio assordante della politica sempre più avvitata su se stessa e ormai lontana dal Paese reale. Non c¹è una politica condivisa, che parte dal basso, sulle emergenze ambientali, sull¹energia, sulla viabilità e sui trasporti, sui temi strategici per il futuro dell¹Italia. Basti pensa che l¹Adsl, l¹internet veloce, ai piccoli comuni è sostanzialmente negato per rendersi conto pienamente dello stato di disagio in cui versano le piccole comunità, costrette a subire scelte, alcune volte anche giuste, ma calate con prepotenza dall¹alto e quindi osteggiate dalle comunità, con grave danno per tutti. Per queste ragioni il coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani organizza per sabato 14 gennaio 2006 nella sala consiliare del piccolo comune di Carlantino in provincia di Foggia, una riflessione nazionale con i Sindaci dei piccoli comuni sul tema: ³La mobilità istituzionale delle piccole comunità come risposta al disagio sociale ed all¹assenza della politica². Un tentativo estremo di aprire uno squarcio nell¹indifferenza generale della politica per arrivare ad un dibattito serio e soprattutto ad una presenza vera nei programmi politici dei due schieramenti, con proposte serie e condivise dal basso. A Carlantino chiederemo alla politica italiana di candidare, in tutte le liste elettorali un buon numero di Sindaci di piccoli comuni per avere nel parlamento italiano quella sensibilità necessaria per avviare quel grande cambiamento che da sempre aspettano dieci milioni di cittadini che vivono nelle piccole comunità italiane. Rocchetta Sant'Antonio, 04 gennaio 2006 Virgilio Caivano Portavoce Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni